martedì 1 dicembre 2009

Resoconto Evento


Lunedì 23 novembre si è svolta presso il centro socio culturale di Solbiate Olona una serata avente per tema Influenza A (H1N1): come affrontarla.

L’evento è stato promosso da Iniziativa 21058, associazione culturale di recente costituzione e ha visto in qualità di relatori la presenza del Senatore Fabio Rizzi, del medico di medicina generale dr. Valter Colombo e dell’Infermiere professionale Davide Ghioldi dell’Istituto Humanitas - Mater Domini.

Roberto Saporiti, portavoce dell’associazione Iniziativa 21058, ha esposto al pubblico la genesi dell’associazione e le sue finalità, di seguito ha introdotto i relatori.

Il Senatore Rizzi ha spiegato come le Istituzioni nazionali e in particolar modo il Ministero della salute ha approntato il piano di gestione dell’emergenza pandemia, la gestione dei vaccini e dei farmaci antivirali. Le sue valutazioni sono state anche di carattere socio economico in quanto l’ipotesi di una diffusione pandemica, seppur non grave, causa pesanti contraccolpi nelle categorie lavorative e quindi nella società. La sua analisi è proseguita anche con valutazioni generali di carattere medico sanitario, del tutto pertinenti data la sua professione di medico ospedaliero.

Per un approfondimento delle tematiche è stato ricordato anche il sito del Ministero della salute (www.ministerosalute.it)

Nella sua relazione il dr. Colombo ha affrontato il tema dal punto di vista del territorio. La rete dei medici sentinella Influnet, di cui è membro, si occupa del monitoraggio e della segnalazione dei casi di influenza. Questi dati, dopo elaborazione statistica, forniscono utili indicazioni sull’andamento della malattia. Il virus A (H1N1) è sicuramente comparso nel nostro territorio e ha dato un picco d’influenza dai primi di novembre, le categorie più colpite sono state i giovani in età scolare (fascia 5-14 anni). Al momento la situazione parrebbe in netta regressione ovvero la quantità di persone colpite dal virus risulta, alla fine del mese di novembre, inferiore ai dati delle settimane precedenti. Non è però possibile stabilire con sicurezza assoluta se l’ondata è destinata a ripresentarsi tra dicembre e gennaio, i dati attuali tenderebbero a escluderlo. Per quanto riguarda i sintomi, è stata ricordata la somiglianza con quelli della "classica" influenza stagionale: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. In particolare, l'influenza A (H1N1) è definita un'affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore, accompagnata da altri sintomi quali mal di testa, malessere generalizzato, sensazione di febbre (sudorazione brividi), astenia (debolezza). E’ concomitante anche la comparsa di almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, mal di gola, congestione nasale. Con la verve che lo contraddistingue, il dr. Valter Colombo ha poi spiegato i motivi per cui le persone oltre i 65 anni non sono tra le categorie “a rischio”, e quindi non incluse nella campagna di vaccinazione pandemica, a meno di essere portatori di altre patologie gravi, in primis quelle respiratorie. Ha suggerito invece di non sottovalutare la tradizionale vaccinazione stagionale prevista appunto per gli over 65.

All’infermiere professionale Davide Ghioldi il compito di raccontare come una struttura ospedaliera ha predisposto il piano di gestione per l’accesso in pronto soccorso dei sospetti casi d’influenza. Ha ricordato che questo tipo di malattia va gestito senza allarmismi e che l’accesso all’ospedale si rende necessario solo per chi ha delle gravi complicanze in corso. Nella maggior parte dei casi l’impiego di farmaci antipiretici unito a qualche giorno di riposo sono la terapia adeguata. Di utilità pratica sono state le regole per la frequentazione di luoghi affollati e il consiglio di una corretta igiene delle mani.

Soddisfazione da parte degli organizzatori per l’esito della serata conclusasi con il consueto spazio per le domande del pubblico. Molto apprezzata è stata la disponibilità e la cordialità dei relatori.

martedì 10 novembre 2009

Testamento biologico: un convegno per approfondire


Busto Arsizio, ore 18 di venerdì 20 novembre


Inviti "bipartisan": organizza La Chiave di Volta, associazione presideuta da Gianfranco Bottini. Di rilievo i relatori, che includeranno il Procuratore di Varese Grigo e i senatori Rossi e Bosone (PD), Rizzi (Lega) e Tomassini (PdL)
L’Associazione Culturale “LA CHIAVE DI VOLTA”, presieduta da Gianfranco Bottini, organizzerà per per le prossimo una Tavola rotonda presso la Sala Tramogge dell’ex Molino Marzoli in Busto Arsizio –Viale Cadorna con il seguente tema:

IL TESTAMENTO BIOLOGICO

La Tavola Rotonda, della durata prevista di 2h 30m, si svolgerà in due parti. Di seguito gli interventi previsti

I Parte
Prof.Mario Tavani
Don Luca Violoni
Procuratore Maurizio Grigo
Prof. Paolo Del Debbio

II Parte
Sen Rossi Paolo-PD
Sen Rizzi Fabio-Lega
Sen.Bosone Daniele-PD
Sen. Tomassini Antonio-PDL

"La presenza altamente qualificata dei relatori della I Parte e la diffusa copertura politica dei relatori della II Parte assicureranno al dibattito la garanzia di un completo esame dello stato di fatto sull’argomento e una chiara visione delle differenti opinioni" scrivono gli organizzatori. "E’ evidente che l’argomento tocca la coscienza e la sensibilità di ogni persona, indipendentemente dalle simpatie politiche, ed è quindi parsa alla Chiave di Volta una operazione lodevole il creare per tutta la cittadinanza della nostra provincia l’occasione di una presa di conoscenza delle differenti posizioni".

L’accesso alla Sala Tramogge sarà libero.

lunedì 2 novembre 2009

I Pericoli di una Storia Unica



Le nostre vite, le nostre culture, sono composte di molte storie che si intrecciano. La scrittrice Chimamanda Adichie racconta la storia di come ha trovato la sua autentica voce culturale - e mette in guardia su come, sentendo una storia unica su un'altra persona o su un'altro paese, rischiamo di cadere in gravi malintesi.

About Chimamanda Ngozi Adichie
Inspired by Nigerian history and tragedies all but forgotten by recent generations of westerners, Chimamanda Ngozi Adichie’s novels and stories are jewels in the crown of diasporan literature

Alda Merini


http://www.aldamerini.com/index.php">

... l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

Alda Merini, da "Terra d'amore"

sabato 24 ottobre 2009

Intervista a Nigel Thrift

In occasione del seminario del RISC "Come reinventare le politiche urbane. Dal territorio alle funzioni", abbiamo intervistato Nigel Thrift, geografo, Vice-Canchellor dell'Università di Warwick e autore del noto saggio "Città. Ripensare la dimensione urbana", Il Mulino, 2005.

Intervista realizzata da Stefania Battistini.

Professor Thrift, quali sono le politiche urbane più adatte, secondo la sua teoria, a rispondere ai mutamenti che sconvolgono i tradizionali paradigmi di spazio e di tempo?
Innanzitutto è bene tenere presente quanto il concetto di città si stia modificando. Entro il 2050 due terzi della popolazione vivrà in un contesto urbano. I nuovi spazi che si creano sono continuamente attraversati da flussi di vario tipo – umano, finanziario, tecnologico -, che richiedono sempre più di essere gestiti. La mobilità sta aumentando vertiginosamente e questo fa venir meno il concetto di “confine” in senso tradizionale. Per questa ragione è indispensabile creare un nuovo vocabolario che definisca esattamente le mutazioni in atto.

In vista di Expo 2015, quali sono gli elementi che Milano, intesa come glocal city, dovrebbe sviluppare?
Per qualsiasi città è fondamentale la mobilità dei talenti a livello mondiale. Oggi il concetto di manodopera e di lavoro sono molto cambiati: la creatività e l’innovazione sono diventati fattori indispensabili e aumenta la valorizzazione del talento. Solo le città – e all’interno di queste, le aziende - che saranno in grado di attirare questi cervelli riusciranno a vincere. Dovranno farlo sviluppando luoghi dove i talenti possano incontrasi e scambiarsi idee in grado di aprire nuove prospettive: cafè, bar, posti aperti ventiquattrore ore. Dovranno essere un acceleratore di innovazione favorendo l’interconnessione tra le persone che vivono nello stesso luogo. Bisognerebbe trasformare la città in un vero e proprio hub, in cui i cervelli lasciano le tracce della propria conoscenza. Non è un caso che i piani urbani di successo siano intrisi di elementi come talento, creatività e innovazione.

Qual è il ruolo delle Università e dei centri di ricerca?
La formazione è nodale: in Gran Bretagna si mettono in atto politiche in grado di intercettare i talenti sin dalla giovane età per svilupparne le abilità al massimo. È questa la vera economia della conoscenza. Se nel Diciannovesimo secolo il motore dell’economia era la ferrovia e nel Ventesimo l’automobile, oggi, nel terzo millennio, il fulcro propulsore dovrà essere l’Università. Tutte le città britanniche stanno cercando di creare quartieri culturali o cluster di creatività e conoscenza. Da qualche tempo Birmingham e Coventry hanno messo in atto politiche per diventare comunità scientifiche di punta, denotandosi come città delle scienze. I collegamenti principali di queste città sono l’università e le aziende che producono ricerca fondamentale e applicata. Per qualsiasi Paese è vitale investire su entrambe. È la linea che del governo britannico e anche di quello cinese; gli Usa investono già il 2,6% del Pil in ricerca fondamentale e anche il Medio-Oriente si sta muovendo in questa direzione. E in questo contesto la ricerca di base si svolgerà sempre più nelle Università.

Quali sono le politiche urbane più adatte per fare da acceleratore a questi processi?

I programmi di azione sono fondamentali, ma è sempre difficile dire a priori quali siano gli elementi che determinano il successo di una città. Di certo sono basilari l’alto tasso di tecnologia, la presenza di piccole e medie imprese, di lavoratori autonomi e di una forza lavoro dotata di educazione superiore.

Come risolvere il gap che si è creato tra istituzioni radicate sul territorio – e legate per loro natura a vincoli politici e amministrativi -, ma che devono governare processi transterritoriali, che valicano i confini regionali e nazionali?

Ci stiamo gradualmente evolvendo verso istituzioni che hanno la capacità di adattarsi a questi flussi. Lo Stato moderno non si limita a osservare i luoghi, ma guarda con attenzione anche ai flussi che li attraversano, determinando dinamiche che superano decisamente i confini tradizionali. È un processo lento ma inesorabile.

Quale potrebbe essere una nuova definizione di “confine”? Com’è possibile governare spazi sempre più attraversati da flussi?

In questo nuovo mondo i confini non saranno più lungo le linee ma attraverso. Oggi tutto nel mondo è basato sulla capacità di accedere alle cose. Ci sono naturalmente diversi gradi di abilità nelle persone: la mobilità dipende dalla competenza e, per le persone molto mobili, i confini diminuiscono.

http://www.globusetlocus.org

lunedì 19 ottobre 2009

MUHAMMAD YUNUS



Incontra il Premio Nobel per la Pace:

MUHAMMAD YUNUS

Colloquio con uno dei più considerevoli e affascinanti personaggi dei nostri tempi.
Muhammad Yunus (in lingua bengalese: Muhammod Iunus) (Chittagong, 28 giugno 1940) è un economista e banchiere bengalese. È ideatore e realizzatore del microcredito, ovvero di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per ottenere credito dai circuiti bancari tradizionali. Per i suoi sforzi in questo campo ha vinto il premio Nobel per la Pace 2006. Yunus è anche il fondatore della Grameen Bank, di cui è direttore dal 1983.

http://www.laureatiluiss.it/ventialle20_1pensiero_10.php

venerdì 9 ottobre 2009

The Nobel Peace Prize for 2009


Oslo consegna il Nobel per la Pace a Barack Obama. Le motivazioni, si legge sul Corriere, sono legate al «suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale.




The Nobel Peace Prize for 2009

The Norwegian Nobel Committee has decided that the Nobel Peace Prize for 2009 is to be awarded to President Barack Obama for his extraordinary efforts to strengthen international diplomacy and cooperation between peoples. The Committee has attached special importance to Obama's vision of and work for a world without nuclear weapons.

Obama has as President created a new climate in international politics. Multilateral diplomacy has regained a central position, with emphasis on the role that the United Nations and other international institutions can play. Dialogue and negotiations are preferred as instruments for resolving even the most difficult international conflicts. The vision of a world free from nuclear arms has powerfully stimulated disarmament and arms control negotiations. Thanks to Obama's initiative, the USA is now playing a more constructive role in meeting the great climatic challenges the world is confronting. Democracy and human rights are to be strengthened.

Only very rarely has a person to the same extent as Obama captured the world's attention and given its people hope for a better future. His diplomacy is founded in the concept that those who are to lead the world must do so on the basis of values and attitudes that are shared by the majority of the world's population.

For 108 years, the Norwegian Nobel Committee has sought to stimulate precisely that international policy and those attitudes for which Obama is now the world's leading spokesman. The Committee endorses Obama's appeal that "Now is the time for all of us to take our share of responsibility for a global response to global challenges."

Oslo, October 9, 2009

mercoledì 7 ottobre 2009

Il Teatro a Solbiate Olona




Prima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale organizzata
dalla Associazione Culturale e Teatrale FUORI DALLE QUINTE







BIGLIETTI E ABBONAMENTI

Il costo dei biglietti è 5,00 € intero e 3,00 € ridotto (per bambini entro i 10 anni e adulti over 65).
E' possibile acquistare un abbonamento valido per tutti e 7 gli spettacoli in cartellone al costo di 30,00 €, comprensivo della tessera di iscrizione all'Associazione Fuori dalle Quinte per l'anno 2010

Per informazioni scrivete a info@fuoridallequinte.it

Il Cineforum a Solbiate Olona




Un percorso tra parole e immagini



a cura di Gianluca Gibilaro e Matteo Contin

ore 20.45, INGRESSO GRATUITO
Centro socio-culturale solbiatese
via Patrioti 31 - Solbiate Olona (VA)

Film in programma

Giovedì 8 ottobre 2009
QUESTIONE DI CUORE
di Francesca Archibugi
con Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese

Giovedì 22 ottobre 2009
COME DIO COMANDA
di Gabriele Salvatores
con Filippo Timi, Elio Germano

Sabato 31 ottobre 2009
ALLA RICERCA DELL’ISOLA DI NIM
di Mark Levin, Jennifer Flackett
con Abigail Breslin, Jodie Foster

Giovedì 5 novembre 2009
DUE PARTITE
di Enzo Monteleone
con Margherita Buy, Isabella Ferrari

Giovedì 19 novembre 2009
GOMORRA
di Matteo Garrone
con Toni Servillo, Gianfelice Imparato

Giovedì 3 dicembre 2009
THE MILLIONAIRE
di Danny Boyle
con Dev Patel, Freida Pinto

Venerdì 18 dicembre 2009
PONYO SULLA SCOGLIERA
di Hayao Miyazaki
con -

Giovedì 14 gennaio 2010
LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
di Julian Schnabel
con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner

Giovedì 28 gennaio 2010
IL FLAUTO MAGICO
di Kenneth Branagh
con Joseph Kaiser, Amy Carson

sabato 3 ottobre 2009

Saper ascoltare la coscienza irrequieta della societa'

Ffwebmagazine - Saper ascoltare la coscienza irrequieta della societa'

Dalla letteratura sarebbe bello che la politica apprendesse la capacita'  di spostare il proprio punto di vista. Un romanziere, quando racconta una storia, puo' farlo anche da una prospettiva diversa dalla sua. E' un esercizio di immedesimazione in personaggi a volte anche molto lontani, di cui diventa necessario capire le ragioni, e puo' essere utile a chiunque, a un lettore normale come a un politico. Perche' altrimenti si rischia di guardare il mondo come da dietro a una trincea, a seconda dello schieramento a cui si appartiene. E questo limita fortemente la visione.

Andrea De Carlo

venerdì 2 ottobre 2009

Tutela Grand Hotel Campo dei Fiori - Varese


Uno dei gioielli liberty più belli d'Europa, affacciato sul panorama più bello della Lombardia, da decenni è chiuso e in stato di grave abbandono, ignorato da istituzioni di ogni genere. Salviamolo.

Dal progetto di Sommaruga a oggi

Il Grand Hotel Campo dei Fiori è l’esempio più rappresentativo della grande stagione del liberty varesino, firmato da Giuseppe Sommaruga. Il Campo dei Fiori divenne a partire dalla fine dell’ ‘800 una rinomata località turistica. Nel 1865 Varese venne collegata a Milano dalla ferrovia, che favorì l’afflusso di visitatori e pellegrini al Sacro Monte, il quale a sua volta nel 1895 fu raggiunto dalla funicolare Varese-Prima Cappella. A partire da quel momento si cominciarono a costruire diverse ville mentre un numero sempre crescente di visitatori giungeva da Milano in treno e proseguiva con le funicolari, che nel 1911 arrivavano quasi in vetta al Monte Tre Croci. Qui, nell’ambito di un ambizioso progetto di valorizzazione turistica ideato all’inizio del XX° secolo, l’architetto principe del liberty, Giuseppe Sommaruga, eresse nel 1907-1912 il grandioso complesso (albergo, ristorante e stazione della funicolare) del Grand Hotel, riuscendo ad adattare il suo progetto all'ambiente montano, rispettandolo e nel contempo trasformandolo profondamente. L’impianto planimetrico dell’edificio (un corpo centrale proteso verso valle e due ali asimmetriche a livelli sfalsati) si qualifica per l’invenzione dei due possenti arconi che reggono la hall, dove compaiono i più peculiari oggetti decorativi del Sommaruga; poco oltre è il corpo del ristorante, raffinato esercizio distributivo di volumi e aperture, tutte giocate in senso panoramico. Oggi il complesso è abbandonato e visibile solo dall’esterno; l’albergo ebbe la sua grande stagione da prima della Grande Guerra fino alla seconda guerra mondiale; cadde in crisi nel dopoguerra e fu chiuso negli anni cinquanta del ‘900.
(dalla guida "Varese e provincia", TCI)

Il Grand Hotel è oggi "gestito" da privati, che come ben si può notare si sono rivolti a varie compagnie telefoniche per l'utilizzo della struttura.

Il sito vuole far luce su una realtà da troppo tempo ignorata.

Il nostro scopo è raccogliere più firme possibili per tentare un pacifico richiamo a chi "gestisce" la struttura, avendo come primo obiettivo non tanto la riapertura, che rimane pur sempre un sogno, quanto la semplice manutenzione, che da decenni, come si può vedere, manca: per dare una mano basta lasciare il proprio nome mandando una mail all'indirizzo indicato nella sezione "Contatti", sarete poi aggiunti nella lista "Membri".

Per chi lo desiderasse, c'è anche una pagina su Facebook, nella sezione "Causes".

Per qualsiasi informazione o suggerimento non esitate a contattarmi presso lo stesso indirizzo mail. Grazie a tutti.

lunedì 28 settembre 2009

A caccia di vittoria e non di pareggi

Ffwebmagazine - A caccia di vittoria e non di pareggi

Vorrei la politica dei “gol” e non quella di annullare i gol. Quest’estate ho sentito la storia di un ragazzino pugliese che in un paesino sta organizzando un’associazione di ragazzi interessati alla politica. E il motivo, come lui mi ha spiegato, è che spesso in questi luoghi si pratica la politica delle “reti bianche” dello zero a zero. Se si fa qualcosa, cioè, la parte politica avversa tende ad annullare il gol e non a pareggiare la rete subita, cioè a fare un’altra cosa. A me questa metafora calcistica è piaciuta. Perché è molto incisiva e perché ci racconta un momento politico particolare, dove tanta politica dei nostri giorni è fatta proprio così. Tutto quello che viene fatto, insomma, viene sempre contestato e non si pensa che magari quello sia un progetto a lungo termine. La progettualità è, probabilmente, la cosa che manca di più alla nostra classe dirigente. Poi una politica nella quale i risultati non si debbano vedere subito, ma si possano vedere anche tra dieci o quindici anni: perché la vera politica si misura così. Purtroppo invece ora questa progettualità manca. Perché già dopo sei mesi che viene eletto un amministratore pubblico ci devono essere già i primi bilanci: ma questa è una cosa impossibile.

Oltre a questa visione temporalmente dilatata, con l’occhio lungo insomma, vorrei che la politica avesse anche una visione un po’ più cosmopolita e non soltanto radicata sulle proprie mura di casa. L’esempio più eclatante di quest’ultima è stata la polemica sul dialetto nelle scuole, dove invece bisognerebbe parlare più inglese. Si pensa cioè troppo a tenere pulito e ordinato il proprio giardinetto, mentre la città attorno è in fiamme. Mi sembra una visione, oltre che temporale anche geografica molto miope: questo è un altro grande deficit della politica....

... poi vorrei una politica più giovane. Non “finta” giovane dove vengono messi delle teste di paglia. Ma con gente che conosce questo mestiere. Certo, è vero che veniamo da una stagione nella quale i professionisti della politica venivano indicati come il problema, ma non si può non notare come in questo momento manchi una qualsiasi forma di scuola politica in Italia. Bisogna prendere come esempio la Francia, dove vengono formate persone per fare politica e non dove non viene dato spazio soltanto agli improvvisatori. Penso che comunque sia fondamentale recuperare la formazione. Chi si affaccia alla politica lo fa perché figlio di una certa antipolitica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questo dunque spetta soltanto a chi in questo momento ha usufruito di quella formazione trenta o quarant’anni fa e adesso dovrebbe riorganizzarla con nuovi metodi.

di Mario Desiati (scrittore)

domenica 27 settembre 2009

Fare Futuro


“Ciclopasseggiando in Valle Olona“

E stata presentata alla Liuc - Università Cattaneo la Guida “ Ciclopasseggiando in Valle Olona “alla scoperta dei tesori dei paesi l...