lunedì 28 settembre 2009

A caccia di vittoria e non di pareggi

Ffwebmagazine - A caccia di vittoria e non di pareggi

Vorrei la politica dei “gol” e non quella di annullare i gol. Quest’estate ho sentito la storia di un ragazzino pugliese che in un paesino sta organizzando un’associazione di ragazzi interessati alla politica. E il motivo, come lui mi ha spiegato, è che spesso in questi luoghi si pratica la politica delle “reti bianche” dello zero a zero. Se si fa qualcosa, cioè, la parte politica avversa tende ad annullare il gol e non a pareggiare la rete subita, cioè a fare un’altra cosa. A me questa metafora calcistica è piaciuta. Perché è molto incisiva e perché ci racconta un momento politico particolare, dove tanta politica dei nostri giorni è fatta proprio così. Tutto quello che viene fatto, insomma, viene sempre contestato e non si pensa che magari quello sia un progetto a lungo termine. La progettualità è, probabilmente, la cosa che manca di più alla nostra classe dirigente. Poi una politica nella quale i risultati non si debbano vedere subito, ma si possano vedere anche tra dieci o quindici anni: perché la vera politica si misura così. Purtroppo invece ora questa progettualità manca. Perché già dopo sei mesi che viene eletto un amministratore pubblico ci devono essere già i primi bilanci: ma questa è una cosa impossibile.

Oltre a questa visione temporalmente dilatata, con l’occhio lungo insomma, vorrei che la politica avesse anche una visione un po’ più cosmopolita e non soltanto radicata sulle proprie mura di casa. L’esempio più eclatante di quest’ultima è stata la polemica sul dialetto nelle scuole, dove invece bisognerebbe parlare più inglese. Si pensa cioè troppo a tenere pulito e ordinato il proprio giardinetto, mentre la città attorno è in fiamme. Mi sembra una visione, oltre che temporale anche geografica molto miope: questo è un altro grande deficit della politica....

... poi vorrei una politica più giovane. Non “finta” giovane dove vengono messi delle teste di paglia. Ma con gente che conosce questo mestiere. Certo, è vero che veniamo da una stagione nella quale i professionisti della politica venivano indicati come il problema, ma non si può non notare come in questo momento manchi una qualsiasi forma di scuola politica in Italia. Bisogna prendere come esempio la Francia, dove vengono formate persone per fare politica e non dove non viene dato spazio soltanto agli improvvisatori. Penso che comunque sia fondamentale recuperare la formazione. Chi si affaccia alla politica lo fa perché figlio di una certa antipolitica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questo dunque spetta soltanto a chi in questo momento ha usufruito di quella formazione trenta o quarant’anni fa e adesso dovrebbe riorganizzarla con nuovi metodi.

di Mario Desiati (scrittore)

domenica 27 settembre 2009

Fare Futuro


“Ciclopasseggiando in Valle Olona“

E stata presentata alla Liuc - Università Cattaneo la Guida “ Ciclopasseggiando in Valle Olona “alla scoperta dei tesori dei paesi l...