venerdì 18 marzo 2011

Alla ricerca dei talenti che rifaranno l’Italia


Oggi è iniziato il viaggio più speciale della storia di Working Capital: il Tour dei Mille. http://www.workingcapital.telecomitalia.it Alla ricerca dei talenti che rifaranno l’Italia con l’innovazione.L’innovazione non è solo laboratori, esperimenti, progetti, business plan, fondi di venture capital, prodotti che vengono testati e lanciati sul mercato.

L’innovazione riguarda soprattutto le persone, la loro passione, la loro storia di entusiasmi e paure, sicurezze e incertezze.

Può sembrare un’affermazione banale, ma spesso ci si concentra sul risultato e si dimentica il percorso che le persone hanno fatto per raggiungerlo: le difficoltà che hanno dovuto superare, la cocciutaggine che ci hanno messo, la capacità di credere che la soluzione a un problema si trovasse lungo una strada ancora da tracciare e che altri non riuscivano a vedere.

Oggi, a Torino, Working Capital inizia un viaggio, il Tour dei Mille, alla ricerca di chi con la propria passione vuole “rifare l’Italia”.

Magari giocando, come ha fatto Antonio Presti a Catania nel quartiere di Librino, dove ha coinvolto migliaia di bambini nella realizzazione di una scultura monumentale, la Porta della Bellezza.

Oppure costruendo robot che cercano di assomigliare all’uomo per scoprire ogni giorno un po’ di più su come funzioniamo, come fa Roberto Cingolani dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

O, ancora, condividendo coraggiosamente le proprie scoperte e mettendole a disposizione di tutti, perché il vantaggio per la collettività sia prevalente rispetto a quello che ne possono trarre pochi individui, come ha fatto Ilaria Capua dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

O, infine, seguendo un ritmo, un battito, un’emozione, come racconta Paolo Barberis che, negli ultimi quindici anni, ha dato vita a una delle esperienze imprenditoriali più significative nell’industria italiana del web.

L’appuntamento è alle Officine Grandi Riparazioni, tra i padiglioni della mostra Stazione Futuro curata da Riccardo Luna, direttore di Wired, che ha visto proprio oggi una visita molto speciale: quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

giovedì 17 marzo 2011

Identità nazionale



CULTURA: In un documentario curato da Alberto Melloni i passaggi cruciali della costruzione dell’identità nazionale

martedì 15 marzo 2011

Gioventù Ribelle

"Ci hanno tacciato di essere facinorosi. Pazzi. Gente che non ha nulla da perdere. Adesso che tutto è riuscito battono le mani e plaudono ai "giovani eroi". In verità, abbiam vissuto fatti che sembrano usciti dalla fantasia di un romanziere...". Dal diario di uno dei Mille



http://www.gioventuribelle.it/index.html

http://www.risorgimento.it/php/index.php

giovedì 10 marzo 2011

per l' Italia che verrà (2)


Chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio el’oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno catolone di merluzzo secco. Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia, ma credilo mi riesce le mille volte più dolce il morire in faccia al mio paese natale, per la mia Patria.
Addio mia mamma amata, addio mia sorella cara, addio padre mio. Se muoio, muoio coi vostri nomi amatissimi sulle labbra, davanti al nostro Carso selvaggio». Cosa direbbe il generale Perotti, capo del Cln piemontese,condannato a morte dal tribunale di Salò, che ai suoi uomini ansiosi di discolparlo e addossarsi ogni responsabilità grida: «Signori ufficiali,in piedi: viva l’Italia!»?
«Viva l’Italia!» oggi è un grido scherzoso. Ma per molti italiani del Risorgimento e della Resistenza furono le ultime parole. La Resistenza non è di moda. È considerata una «cosa di sinistra». Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che volle morire con i parrocchiani dicendo «vi accompagno io davanti al Signore», e dei militari come il colonnello Montezemolo, cui i nazifascisti cavarono i denti e le unghie, non i nomi dei compagni. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili.
Neppure il Risorgimento è di moda. Lo si considera una «cosa da liberali». Si dimentica che nel 1848 insorse l’Italia intera. L’Italia la si vorrebbe divisa o ridotta a Belpaese: non una nazione, ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l’Italia è una cosa seria.
È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati.

In fondo gli italiani sono intimamente legati all’Italia più di quanto loro stessi pensino.

per l' Italia che verrà (1)


“C’è qualcosa d’immorale nel non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la Patria rotolante verso chi sa quale sordido inferno...”
Guido Ceronetti

Dal degrado di Pompei e delle altre aree archeologiche al diluvio di cemento abusivo, dal traffi co di tesori rubati alla crisi dei musei. Perché il Paese con più siti Unesco “patrimonio dell’umanità” sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte, la cultura, il paesaggio?

La serrata denuncia di uno scempio.
E di una politica troppo concentrata su se stessa per occuparsene.

Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per 11 anni dalle impalcature solo perché nessuno le smonta.
La meravigliosa campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata”, come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni.
I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro l’una e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi.
La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L’inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell’acqua perché la pompa non funziona.
Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta.
Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima.

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..." Sandro Pertini

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..."  il Presidente della Repubblica Sandro Pertini Pe...