sabato 18 giugno 2011

in attesa che arrivino i Ministeri da Roma...

...Iniziativa 21058 vi invita a provare la famosa GRATTACHECCA ROMANA a Girinvalle



La grattachecca è un alimento rinfrescante tipico della città di Roma. È preparato con ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti uno o più sciroppi o succhi di frutta. Deriva il suo nome dal verbo grattare e da checca, termine con il quale un tempo si identificava il grosso blocco di ghiaccio utilizzato per refrigerare gli alimenti quando ancora non esistevano i frigoriferi.


A differenza della granita che viene prodotta con acqua mescolata a sciroppi o succhi e messa a congelare, la grattachecca è composta da ghiaccio grattato da un singolo blocco di grandi dimensioni, anche fino a un metro di lunghezza, con un apposito raschietto provvisto di una camera vuota posteriore che consente di accumulare il ghiaccio grattato così ottenuto. Il contenuto della camera è generalmente sufficiente per riempire un bicchiere e una volta riempito il bicchiere con il ghiaccio così ottenuto viene aggiunto succo di frutta o sciroppo.

Un tempo alimento molto comune nelle giornate estive in Roma, negli anni è stato sostituito da più semplici granite, realizzate con macchinari che prendono acqua mescolata a sciroppi e la congelano mescolando continuativamente e impedendo all'acqua di formare un blocco unico o da una versione moderna della grattachecca consistente in cubetti di ghiaccio tritati con un tritaghiaccio elettrico ai quali viene aggiunto poi succo di frutta o sciroppo. A Roma solo pochi chioschi oramai preparano la grattachecca con ghiaccio grattato da un singolo blocco e non con cubetti di ghiaccio tritat.i

Ma domani la troverete anche in Valleolona.

sabato 11 giugno 2011

Pane, Burro, Zucchero e ....Iniziativa 21058 a Girinvalle 2011

Quando al posto della Coca Cola si beveva gazzosa sporcata da tronchetti di liquirizia. e si mangiava Pane, burro e zucchero: la merenda dei ricordi.

Che cosa c' era prima delle merendine «più latte meno cacao» e delle coloratissime bibite gasate? Che cosa mangiavano i nostri nonni quando la globalizzazione non aveva ancora avuto la meglio a colpi di hamburger e fast food? Se nella grande Inghilterra il rito del tè l' ha fatta da padrone nei secoli alle cinque del pomeriggio i nostri padri lombardi, stremati dopo ore di giochi in cortile, erano alle prese con la povertà lasciata in eredità dalla guerra. E per merenda non avevano un granché da mettere sotto ai denti. Ma, si sa, quando non c' è materia prima, entra in gioco la fantasia, e la merenda diventa un momento di «invenzione», di ricerca di prodotti gustosi anche se poveri, ma soprattutto di condivisione e di amicizia, rafforzata dallo stare tutti insieme nei cortili e nelle cascine. Sì, perché negli anni Cinquanta i bambini stavano in gruppo anche dopo la scuola e condividevano le proprie ore di svago liberi da tutto. E dopo una partita a «tòla» e corse sfrenate per vincere a nascondino, si correva in casa e si prendeva la merenda e di nuovo «giù in cortile», a mangiare tutti insieme.
Beh, una merenda su tutte, quella che proprio tutti ricordano di aver mangiato e che, al solo sentirne parlare, evoca momenti di vera felicità e spensieratezza è la vincente accoppiata «pane-burro-zucchero». Con più o meno burro, ma sempre sostanziosa e dolce, per dare la giusta energia per ricominciare a correre fino all' ora della cena. L' orario è anticipato rispetto agli inglesi: la merenda in Lombardia si faceva alle quattro in punto. Saranno state le giornate corte (molte di più rispetto ai lunghi pomeriggi estivi nella nostra regione) o l' ora della cena sempre anticipata rispetto alle altre Regioni d' Italia (in Lombardia alle 19 i piatti sono già fumanti. Le quattro del pomeriggio sono per tutti un ricordo indelebile di un' infanzia dei ricordi. E al posto della coca cola? All' oratorio vendevano le bottigliette di gazzosa e i «giusi», ovvero tronchetti di liquirizia: per far diventare scura la bibita si infilava nella bottiglia la liquirizia e si agitava bene: ma a furia di agitare e di assaggiare se il gusto era quello giusto, si finiva la bottiglia e la Coca Cola restava un sogno. Ma tutti erano ugualmente felici.

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..." Sandro Pertini

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..."  il Presidente della Repubblica Sandro Pertini Pe...