sabato 22 ottobre 2011

Barcamp: L' Italia ce la farà ?



l’Associazione Iniziativa 21058

organizza il BarCamp

L’ Italia ce la farà?
Hai Idee e Progetti da raccontare?

Vieni, Lunedì, 7 NOVEMBRE 2011

alle Ore: 21.00

al Centro Socio-Culturale
di Via Patrioti, 31 a Solbiate Olona (VA)
È importante che tutti ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell’ Italia potrà venire solo dagli italiani
Ingresso libero:
potrai raccontare, esporre, discutere 
il Futuro dell’ Italia
sulla tradizione dell' Università di StanfordIniziativa 21058 organizza un Barcamp.  Sarà una conferenza collaborativa:  contribuisci alla riuscita dell'evento esponendo la tua personale idea  
per il Futuro dell’ Italia in 5 minuti

Per Info e  Iscrizioni: iniziativa21058@gmail.com

Il Barcamp è generato dai partecipanti.Nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento presentando un'idea attraverso un video, un Power Point o un racconto, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione. Non esiste una rigida scaletta degli interventi e degli argomenti da trattare



martedì 18 ottobre 2011

Avere fiducia


Il direttore d'orchestra Charles Hazlewood discute il ruolo della fiducia nella leadership musicale, quindi ne mostra l'applicazione dirigendo lo Scottish Ensemble sul palcoscenico.



Servirebbe che anche  la Politica italiana riconquistasse la fiducia da parte dei cittadini.

domenica 16 ottobre 2011

Festival della Valle Olona 2011


Il Festival Valle Olona nasce nel 2008 con l’intenzione di creare un momento culturale di riflessione e educazione sui temi dell’Ambiente con particolare attenzione al territorio ospitante. La volontà è quella di far riscoprire e vivere ai cittadini la propria Valle e di creare dei momenti di discussione sui problemi relativi alla presenza dell’uomo e al suo impatto sull’ambiente. Infatti, in questo territorio l’equilibrio tra gli uomini e la Natura è stato spesse volte sbilanciato a favore dell’uno o dell’altro fattore. Oggi si rende estremamente necessario attivare un processo culturale che possa portare allo sviluppo di comportamenti sostenibili. Questo permetterebbe di riequilibrare il rapporto tra la cittadinanza e l’ambiente, e di conseguenza migliorare le condizioni della Valle e del fiume Olona.
 
Le finalità del progetto sono le seguenti: 
Educare al rispetto dell’ambiente; Educare alla conoscenza del territorio; Sviluppare la consapevolezza che l’arte possa essere uno strumento utile ed efficace alla diffusione della cultura ambientale e popolare; Promuovere la valenza educativa dell’arte, sottolineandone le potenzialità comunicative; Stimolare la riflessione sull’importanza del confronto per la creazione di una coscienza civica, ambientale e territoriale; Sottolineare la valenza pedagogica e didattica dei linguaggi artistici nel processo di costruzione della cultura ambientale.
 
I partner coinvolti nelle edizioni realizzate fino al 2010 sono stati: 
- CRT “Teatro-Educazione” Comune di Fagnano Olona (VA) - Scuola Civica di Teatro, Musica, Arti Visive e Animazione; Comune di Fagnano Olona; Comune di Gorla Maggiore; Comune di Gorla Minore; Comune di Olgiate Olona; Comune di Marnate; Comune di Solbiate Olona; Parco del Medio Olona; Parco del Rugaredo; Parco Rile-Tenore-Olona; Master “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità” Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Scienze della Formazione e Facoltà di Psicologia.

L’Idea del Festival Valle Olona non è quella di proporre una serie di appuntamenti di spettacolo ma quella di sviluppare un processo culturale attraverso le arti espressive pensate come veicolo educativo e di formazione che porti a cambiamenti duraturi e reali.
Sono state organizzate tre edizioni:
- “Festival Valle Olona 2008. Cultura, spettacoli e laboratori tra educazione ambientale ed arte”, che ha affrontato la tematica dell’ambiente nella Valle Olona.
- “Festival Valle Olona 2009. Cultura, spettacoli e laboratori tra educazione ambientale ed arte”, che ha affrontato la tematica dell’acqua.
- Il “Festival Valle Olona 2010. Cultura, spettacoli e laboratori tra educazione ambientale ed arte”, che ha affrontato la tematica “Il ritmo delle stagioni”.
 
 

Per tutte le notizie sul Festival Valle Olona 2011
www.festivalvalleolona.org

mercoledì 12 ottobre 2011

Fondi alla Ricerca

Appello pubblico in favore del finanziamento della Ricerca Scientifica e Tecnologica in Italia.




I rappresentanti del mondo accademico, in collaborazione con l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers, Italy Section) e con Key4biz, lanciano la campagna per l’assegnazione di parte dei proventi dell’asta delle frequenze LTE a favore della ricerca scientifica e tecnologica nel nostro Paese.
Quali gli obiettivi? Un’attenzione alla Ricerca, un sostegno ai giovani, un beneficio per le imprese, il mercato e i consumatori, infine un contributo alla crescita e alla rinascita della nazione.



La recente asta per le frequenze ha generato un incasso per lo Stato di quasi 4 Miliardi di Euro e da più parti si avanzano proposte su come impiegare i fondi ricavati in eccesso rispetto alle attese. Noi riteniamo che una quota di questi fondi potrebbe essere destinata alla Ricerca Scientifica e Tecnologica, dando così un importante segnale ai ricercatori, principalmente ai più giovani, che l’Italia crede nella loro creatività e nel loro impegno, qualità fondamentali per la ripresa e per la competitività internazionale del Paese.
Siamo certi che questa iniezione di fiducia non tarderebbe a dare buoni frutti.
Già da tempo, pur soggetta a tagli severi, l’Università sta facendo la sua parte per contribuire al risanamento dei conti pubblici.
Come non rammentare, però, che i sacrifici maggiori sono proprio quelli dei nostri giovani di talento?
Con minori prospettive d’inserimento e maggiore incertezza del futuro, per svolgere le loro ricerche essi sono sempre più costretti a ripianificare la loro vita altrove.
Un fenomeno che, impoverendo Università e imprese, con la perdita delle componenti migliori deruba il Paese del suo futuro.
La ricerca e l'innovazione contribuiscono a creare posti di lavoro e ricchezza e a migliorare la qualità della vita delle persone.
La ricerca è un investimento nel nostro benessere futuro ed è per questo che nell’attuale congiuntura è prioritario puntare sulla Ricerca Scientifica e Tecnologica.
Occorre dunque fare presto a lanciare un programma che sia rigoroso ed equo nella selezione, veloce nelle procedure di assegnazione e attivazione, attento nel monitoraggio dei risultati, che privilegi la valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dei risultati rispetto al mero controllo di parametri formali, senza peraltro trascurare forme di incentivo per i ricercatori più meritevoli e prevedendo continuità per le ricerche di maggiore impatto.
Occorre oggi incoraggiare una nuova generazione di ricercatori che possa vedere, attraverso gli strumenti della sana competizione delle idee, possibilità di affermazione e di crescita: ma al contempo occorre valorizzare il lavoro di team, perché nel mondo moderno i risultati si ottengono con la collaborazione e la perseveranza sviluppando, sui solidi fondamenti dell’etica, lo spirito di squadra. Un programma di ricerca dotato di risorse finanziarie, ma anche basato su un nuovo e più moderno insieme di regole: ecco cosa chiediamo.
L’occasione dei proventi dell’asta delle frequenze LTE potrebbe offrire le condizioni favorevoli per avviarlo.
Ora è il momento delle scelte che la politica ha il dovere di fare: un investimento sul futuro, questo chiediamo convinti che proprio di questo l’Italia abbia prima di ogni altra cosa bisogno.


Per sottoscrivere l'appello, compila l'apposito form

domenica 9 ottobre 2011

Che bello poter provare ammirazione per una donna


 ...Ecco perché da un po’ di tempo mi capita di provare ammirazione per alcune donne che sono capaci di seguire la loro vocazione senza inutili proclami ma con grande fermezza, senza curarsi dei devianti rumori di fondo, forse perché nella loro concretezza femminile hanno capito che tutto il mondo sta fallendo, che tanti soloni hanno sbagliato ogni cosa, tanto vale stare a sentire se stesse e sì, le proprie intuizioni; forse è il momento. da  27esimaora.corriere.it di Maria Luisa Agnese



giovedì 6 ottobre 2011

un Jobs inedito...


Al termine del keynote del WWDC Jobs si avvicina, appoggia la testa e poi un incrocio di sguardi con la moglie Laurene Powell, non c’è stato bisogno di dirsi altro.

Lo scatto fatto dal San Francisco Chronicle è veramente significativo, con il co-fondatore di Apple che appoggia la testa a quella della moglie (sempre vicina al suo Steve da 20 anni e qualche mese, anche nei momenti difficili), come massimo affettuoso saluto.

Unire i puntini......


domenica 2 ottobre 2011

...che bello vivere nella mia Milano invivibile

La prima volta che sono venuto a Milano avevo 5 anni ed ero alto 90 centimetri, ero in compagnia del mio papà, che benché ne avesse 30 di anni, superava di poco il metro; siamo entrati nello stadio di San Siro per vedere una partita di calcio e siccome all’epoca si stava in piedi (era il 1960!), né io né il mio papà riuscivamo a vedere niente, allora il papà mi ha messo sulle sue spalle ed io dovevo raccontargli che cosa succedeva, solo che non conoscevo le regole del gioco e nemmeno il nome dei giocatori, allora il papà mi ha preso in braccio e mi ha detto: «Va bene ci tornerai quando sarai più grande, ma almeno ti è piaciuto qualche cosa?». «Sì, ho risposto, mi è piaciuta quella squadra con le maglie nere e azzurre!». Quando siamo arrivati a casa il papà ha detto alla mamma: «Oggi a Milano questo bambino ha scoperto la fede!».

Poi sentivo a tavola che i miei genitori dicevano che la fede andava coltivata, e per far questo mia madre mi mandava in chiesa e all’oratorio del paese, il mio papà invece mi portava a vedere l'Inter a San Siro.
All’oratorio ci andavo tutti i giorni, allo stadio una domenica sì e una no. C’è stato un periodo che la mia squadra vinceva molti scudetti e allora il mio papà mi portava in piazza Duomo a festeggiare. Quando tornavamo a casa alla sera la mamma ci chiedeva dove eravamo stati, il papà diceva... siamo stati in Duomo perché il bimbo voleva dire una preghiera di ringraziamento alla Madonnina... La mamma commossa aggiungeva: vista la sua devozione questo bambino bisognerà mandarlo in seminario!
Non saprei dire se malauguratamente o per fortuna, la mia squadra a un certo punto ha smesso di vincere, io ci rimanevo male, e anche la mamma non si dava pace di come io avevo smesso di pregare e ringraziare la Madonnina.

Nel frattempo continuavo a frequentare l’oratorio del paese; un giorno il prete, don Giancarlo, che amava Pirandello e Shakespeare almeno quanto i santi Pietro e Paolo, decise di allestire uno spettacolo teatrale e siccome il cast prevedeva oltre agli adulti tre bambini, uno grassissimo, uno altissimo e uno bassissimo, io saltai direttamente il provino ed esordii a teatro come l’attore più basso che avesse mai calcato le scene.

All’epoca ero affetto da un complesso di inferiorità per cui era una tragedia quando entravo in scena, mi collocavo di fianco al bimbo altissimo, e la gente rideva. Il prete mi disse che dovevo sfruttare i talenti che mi aveva regalato il Signore. A me sembrava crudele sia il Signore sia don Giancarlo. Ma il don insisteva: la tua bassezza ti regalerà un sacco di soddisfazioni. Che cosa!? Quel corpicino che non si decideva a crescere? Io intanto non mi fidavo del don e continuavo a chiedere nelle mie preghiere al Signore di portarmi un pallone di cuoio e di farmi diventare alto 1 metro e 85. Lei lo confermerà Eminenza, il Signore ti ascolta sempre ed esaudisce tutte le cose che chiedi, solo che devi essere abile nel distinguere la differenza tra alto e grande... finalmente un giorno ho capito, aveva ragione don Giancarlo, il teatro era il gioco più bello del mondo.

Mi ricordo di essermi detto: io voglio fare l’attore. Solo che per fare certi mestieri ti tocca venire a Milano: per fare l’attore e l’Arcivescovo bisogna venire a Milano.
Milano è molto diversa da quella degli Anni 60 ma è pur sempre bellissima e stranissima. Per esempio è una città dove ci sono più semafori che alberi, più discoteche che licei classici, più ritrovi per happy hours che librerie, i telefonini invece sono pari con le automobili: due per ogni milanese; se per caso le capiterà di andare a fare un giro di sera per la città nei mesi invernali non le sarà difficile incontrare dei cani con il piumino e degli uomini in canottiera. Milano è strana.

A Milano i parchi sono merce rara e perciò affollatissimi: nonni che accompagnano i nipotini, badanti che accompagnano i nonni, tate che accompagnano i nipotini, amiche delle tate che fanno compagnia alle badanti, insomma, senza contare i genitori che sono da qualche parte della città ad alzare il Pil della nazione, ogni nucleo famigliare è composto da almeno 10 o 12 elementi, questo spiega, forse, l’enorme impulso dell’edilizia che ha avuto la nostra città recentemente.

Milano è una città tutto sommato ordinata, non vedrà mai code, tranne che per i saldi in via Montenapoleone o fuori dalla Caritas per il pane quotidiano, si rassicuri Eminenza c’è più gente in coda per il pane che non per il prêt-à-porter, anche se a Milano, si tappi le orecchie, si vendono più maglioni di cachemire che non copie della Bibbia. A Milano poi c’è un’aria particolare: invece dell’ossigeno noi a Milano abbiamo il pm10, i tecnici assicurano che a Milano l’aria è sempre stata così, probabilmente fin dai tempi del Pleistocene.

A parole tutti dicono che Milano è brutta e invivibile, che l’aria è irrespirabile, ma alla fine vengono tutti qua: han cominciato i barbari, gli spagnoli, i francesi, gli austriaci, i meridionali, adesso addirittura vengono da Paesi lontanissimi con lingue e dialetti difficilissimi, ma alla fine mi creda se siamo riusciti a capire i pugliesi e quelli della Basilicata riusciremo a comprendere anche quelli che vengono dalla Tunisia o dalle Filippine, dopotutto non credo che il couscous sia più difficile da digerire della caponata con le melanzane fritte. L’unico pericolo è che stando a Milano si diventa un po’ bauscia, ci si sente superiori rispetto agli altri. Mio papà quando mia sorella ha detto che aveva un fidanzato, lui le ha chiesto: «Sarà minga un terun?». Dopo una settimana di broncio gli è passata; ora ho saputo che mio cognato, il terun, quando sua figlia di 16 anni si è messa a frequentare un ragazzo, lui preoccupato le ha chiesto: «Sarà mica un extracomunitario?». C’è sempre qualcuno più a Sud di noi da farci sentire superiori; capita anche a quelli di Helsinki che considerano terroni quelli di Copenaghen, la stessa cosa capita tra quelli di Chiavenna e quelli di Malgrate (vero Eminenza?).

A Milano chiude un cinema all’anno e ogni anno sorgono 10 sushi bar, anche i teatri non se la passano tanto bene: li abbattono per costruirci dei parcheggi o dei supermercati, poi prendono l’insegna e la mettono sopra un tendone di plastica, un teatro dentro un involucro di plastica si sente provvisorio, i teatri a Milano sono a rischio un po’ come la michetta, la nebbia e la cassoeula... ma Lei lo sa Eminenza che nella sua enorme parrocchia, nei suoi oratori, ci sono circa 120 sale per proiettare film e fare spettacoli teatrali? Io le prometto di non perdere di vista Dio, ma Lei cerchi di non perdere di vista gli oratori, raccomandi ai suoi preti di avere a cuore Sant’Ambrogio, San Carlo, ma anche Shakespeare, Pirandello, Dostoevskij, Clint Eastwood e Diego Milito, Lei non immagina che regalo che può fare ai ragazzi: uscire dall'oratorio con la consapevolezza di aver imparato i giochi più belli del mondo: il calcio, il cinema e il teatro!

E poi le do un consiglio: Milano è di una struggente bellezza o al mattino presto o la sera molto tardi, quando quasi tutti dormono; prenda, se può, una bicicletta... (non ci scriva sopra proprietà dell'Arcivescovado, se no gliela fregano subito), una bici normale.... e vada in piazza dei Mercanti, si spinga fino nelle stradine del Carrobbio, passi davanti al palazzo degli Omenoni, continui fino davanti alla casa del Manzoni, faccia altre due pedalate fino piazza San Fedele, in quella chiesa abbiamo battezzato nostro figlio, continui, continui a pedalare... e poi capirà perché Milano ha affascinato Visconti, Olmi e perché due tipi straordinari come Zavattini e De Sica hanno raccontato di un Miracolo a Milano, pedali e poi si fermi dietro al Duomo dove c’è quell’albero bellissimo, di fronte alla libreria San Paolo, si sieda per terra e legga pure un libro, le assicuro che in quel silenzio e in quella magica pace tante cose diventano comprensibili, persino i passaggi più oscuri di Heidegger... e capirà che Milano le sarà entrata nel cuore.
Prima di rientrare a casa si ricordi di chiudere la bicicletta con il lucchetto.

E va bene, noi cercheremo di non perdere di vista Dio, ma lei, che, se posso dirlo, è un po’ come il Sindaco delle anime, ci aiuti a non perder la strada per la Madonnina.
E che Dio non perda di vista il suo Vescovo e Milano!

 
 
GIACOMO PORETTI
Questo è il discorso con cui Giacomo Poretti (del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo) ha dato il benvenuto al nuovo arcivescovo Angelo Scola.

“Ciclopasseggiando in Valle Olona“

E stata presentata alla Liuc - Università Cattaneo la Guida “ Ciclopasseggiando in Valle Olona “alla scoperta dei tesori dei paesi l...