mercoledì 24 aprile 2013

In ricordo di un pittore partigiano




Atanasio Soldati nasce a Parma il 25 agosto 1896, compie studi di architettura e si arruola, partecipando alla prima guerra mondiale, in qualità di ufficiale volontario. Nel 1923 inizia a insegnare disegno presso la scuola professionale di Langhirano (Parma) e nel 1925 diventa docente di Decorazione presso la Scuola del Libro dell'Umanitaria a Milano. La sua prima mostra ha luogo a Parma nel 1922 ma dovranno passare sette anni, in cui Soldati affina e approfondisce i propri mezzi, prima di un'esposizione successiva, che avrà luogo nel 1929 alla Mostra Sindacale Emilia Romagna, dove espone una natura morta. Soldati sviluppa la sua ricerca in un ambiente necessariamente influenzato dalla presenza della Metafìsica e del Novecento anche se dalla prima, intesa nella sua accezione più scenografica e letteraria prende le distanze, indirizzando il suo lavoro secondo una linea che esclude il simbolo e il mistero, per intraprendere un percorso che sceglie piuttosto l'indagine sulla pittura e sui suoi mezzi. Agli esordi dell'attività artistica di Soldati sono presenti componenti quali una metafìsica decantata unita a elementi cubisti (in particolare Ozenfant e Le Corbusier), insieme a quella tendenza al purismo che informava profondamente di sé il Novecento. Nel 1931 ha luogo la sua prima personale alla Galleria il Milione a Milano, ed espone anche a Grottammare. A questa prima mostra ne seguiranno altre negli anni successivi. Nel 1935 espone alla Quadriennale di Roma e alla Collettiva di Arte Astratta a Torino nello studio di Casorati. Gli anni del Milione sono caratterizzati da uno spostamento progressivo verso l'astrattismo, i residui della componente metafìsica vengono ridotti a una quotidianità scevra di ogni magniloquenza: nei lavori di Soldati compaiono le case di Grottammare, le cabine, le ringhiere di ferro battuto.
 Nello stesso tempo la sua sperimentazione, costante di tutto il suo lavoro, si accosta alla lezione di Mondrian e di Vantongerloo. 

Nel 1939 espone in un'altra personale al Milione e durante la guerra il suo studio va distrutto, e con esso numerose opere. Soldati lascia Milano e si trasferisce prima a Solbiate Olona e successivamente a Losana (Pavia). Dal 1943 al 1945 partecipa alla Resistenza interrompendo l'attività pittorica; riprese a dipingere nel dopoguerra . 


Il suo lavoro assume sempre più una sua costante precisa nell'indagine del rapporto tra forma e colore. Gli oggetti dei suoi dipinti acquistano un senso compositivo, in cui è il colore a proporsi come nucleo fondamentale della forma. Per Soldati i colori sono elementari, e ogni forma contiene il proprio colore. La sua operazione, comunque, non è né rigida né arida, al contrario è animata da una spinta lirica e lieve che la sostiene, escludendola da ogni teorizzazione. Nel 1946 Soldati insegna Decorazione all'Accademia di Brera ed espone presso la Galleria Bergamini a Milano nell'ambito di una personale.
Nel 1948 partecipa alla Biennale di Venezia e fonda con Dorfles, Monnet e Munari il Movimento Arte Concreta.
 Nel 1949 partecipa a numerose collettive all'interno dell'attività del MAC. Nel 1952 viene invitato alla XXVI Biennale di Venezia. Negli ultimi anni di lavoro si precisa ulteriormente la linea della sua ricerca focalizzata ormai sul colore, cui è affidata la spinta germinale dell'opera. Soldati scrive nel 1951: «Per esprimere il dramma non c'è bisogno di coltelli e di cadaveri, di cannoni o di bandiere ma semplicemente di linee, di colori, di superfici, come dire di tutti i mezzi propri delle pittura».
 Soldati muore a Parma il 27 agosto 1953.

Nelle sue opere ci sarà un ricordo solbiatese?









lunedì 22 aprile 2013

Una piccola storia


Nascere e vivere in un piccolo paese


con il desiderio di  conoscere il Mondo e amare l' Arte




e di Ricordare la propria Storia


  Ciao Margherita

sabato 20 aprile 2013

Siete pronte per la Corsa delle Donne ?

Dopo il successo dello scorso anno ritorna...

La Corsa delle donne


...di seguito il successo dello scorso anno


Avon Running - A Milano diecimila donne di corsa

Le donne della Valle Olona premiate alla Avon Running
La corsa podistica tutta al femminile ha visto la partecipazione di una cinquantina di donne della valle Olona che hanno aderito all'iniziativa lanciata dall'associazione "Iniziativa21058" di Solbiate Olona 


mercoledì 17 aprile 2013

Proposte concrete

Riprendiamo da BuscateBlog

"... cresce la consapevolezza che manca un'area verde che spezzi l'avanzata della metropoli che segue le grandi direttrici di collegamento stradale che si diramano da Milano (per noi l'asse del Sempione).
Il pericolo è il formarsi di un'unica città senza soluzione di continuità che unisce Milano fino a Gallarate, Varese, Como: chiunque, già oggi, si muove su queste direttrici si rende conto dell'avanzamento di questa "naturale" urbanizzazione che non ha alcuna pianificazione coerente e "occupa" semplicemente spazi verdi e dedicati all'agricoltura.
La proposta, che per prima ha avanzato la Provincia di Milano qualche anno fa, è stata quella di progettare una grande "infrastruttura verde" a Nord di Milano che unisca il Parco del Ticino con l'Adda e che è stata chiamata la "dorsale verde". Questo progetto servirebbe per arginare l'avanzata del cemento mantenendo un importante corridoio verde.
In particolare per il nostro territorio questo corridoio verde seguirebbe il tracciato del Canale Villoresi unendo le aree boschive e coltivate che ci sono rimaste e che sono sempre più frastagliate.
 
 
L'obiettivo è mantenere e potenziare scambi ecologici tra le varie aree naturali (boschi e brughiere) o anche coltivate, impedendo che si trasformino singoli piccoli parchi comunali in “isole”, destinate all’impossibilità di ricambi genetici e pertanto ad un lento ma inesorabile declino. 
Per il castanese l'area interessata è quella che dalla diga del Pan Perduto (nascita del Villoresi) arriva alla Malpaga, alla Saronna e raggiunge l'area del Vigneto e della Cava di Buscate e si salda con il Parco delle Roggie.
Essenziale per questo progetto mantenere e sviluppare le aree verdi e la rete di comunicazione delle così dette "strade bianche" cioè le piste ciclabili adatte per un turismo lento e rispettoso della natura."
 
Per queste connessioni verdi  lungo Olona e intorno a Solbiate invece si è rinunciato in partenza nonostante rappresentino il futuro...ma noi non disperiamo
 
 
 

giovedì 11 aprile 2013

Videro e credettero – La bellezza e la gioia di un fiume pulito

A Gorla Maggiore è stata inaugurata la mostra Videro e credettero – la bellezza e la gioia di essere cristiani”


L’esposizione, presentata venerdì 5 aprile da don Francesco Braschi, della Biblioteca Ambrosiana ha visto  il vicario episcopale Don Citterio  richiedere agli amministratori locali di valorizzare il patrimonio naturale: “Fate riemergere e riscoprire le tante piccole cose che rendono bella la Valle. Non è tempo di grandi opere ma dobbiamo valorizzare le risorse già esistenti, seminare semi buoni per fare frutti fecondi”.

lunedì 8 aprile 2013

Lungo il fiume

Film lungo il fiume...



Il filo conduttore del film Lungo il fiume è il Po visto con gli occhi di un regista di sentimenti e di emozioni politiche come Ermanno Olmi. Il racconto cinematografico si snoda alla scoperta di quelle acque e del mondo che vive sulle sue rive; le attività dell'uomo, il fluire dei giorni e delle stagioni, il mutare dell'ambiente. Un tema ecologico assunto come pretesto per allargare la riflessione al rapporto tra uomo, natura sovrannaturale. Il film si apre con una riflessione di Conrad Lorenz sull'uomo e la natura, per proseguire poi sulle note del Messia di Georg Friederich Haendel, diretto da Trevor Pinnock, scandito dai versetti dell'Antico e Nuovo Testamento (tratti da Isaia, da Giobbe, dal libro dei Salmi e da San Paolo) e dalla voce di Francesco Carnelutti che legge alcuni brani del Vangelo di Giovanni. Prendono così vita le immagini del Monviso, con le sorgenti del Po, lo scorrere lungo la pianura, le barche dei pescatori e le chiatte che lo solcano. Intorno, le rive ne accompagnano il corso e vivono, come il fiume, le stagioni: i colori della primavera e dell'estate, i toni accesi dell'autunno che mutano in quelli tenui dell'inverno. E, al termine, l'ultimo tratto del Po, fino al Delta, dove il fluire delle acque sì mescola alla corrente del mare.



Anche Il risveglio del fiume segreto - In viaggio sul Po con Paolo Rumiz, è un omaggio al Po che, come dice il giornalista, "visto da dentro non sembra più neanche Italia". Un percorso che ha avuto inizio da Isola Serafin, tra Piacenza e Cremona, per continuare nei tratti navigabili del fiume, con imbarcazioni di diverso tipo, dalla canoa alla barca a velaI. Il documentario intreccia, in una struttura volutamente frammentaria, i racconti e le riflessioni dei due protagonisti coi loro incontri con barcaioli, pescatori e con un canoista d'eccezione, Francesco Guccini; incontri più o meno brevi che coi protagonisti del racconto condividono la passione per i fiumi. Un road movie in un paesaggio spesso inaccessibile, che attraversa quattro tra le regioni più popolose del nostro Paese, che ancora può rivelarsi, a viaggiatori attenti e curiosi in tutta la sua bellezza naturale e selvaggia.




Purtroppo  Ivano, invece deve girare queste scene per il film "Lungo il nostro fiume Olona"

mercoledì 3 aprile 2013

Bombe su Solbiate

Il cantiere di Pedemontana ha riportato alla luce oltre che delle bombe della Prima Guerra Mondiale anche vecchi ricordi che potete ritrovare su questo vecchio articolo de La Prealpina:



le foto sono tratte dal libro di Aldo Tronconi
Ul Sulbià di nostar vigi  disponibile in biblioteca.


Dal libro: Gorla Maggiore - Biografia di una Comunità -
 

"La Caserma Ugo Mara posta a fianco della strada che da Fagnano porta a Busto in territorio di Solbiate,nel I911 ospitò il primo Campo di Aviazione dove avvennero i primi voli coi prototipi di velivoli costruiti in quell' epoca.(precedentemente l'area era occupata dal bersaglio militare di propietà del Demanio dal 1884)

Nell 1913 il campo di aviazione assunse un carattere militare.
Qui risiedeva la 5a squadriglia affidata all'inizio del 1914
al pilota comandante Pier Ruggiero Piccio,che fra i suoi componenti aveva l' asso Francesco Baracca venuto a Busto a perfezionare il suo addestramento dopo essere stato per lo stesso scopo a Somma Lombardo e a Taliedo( nel maggio 1915 l'esercito aveva 15 squadriglie aeree scese a 10 in agosto per il mancato utilizzo dei Bleriot.) I1 reparto di base all'aeropoto bustese ebbe in dotazione il Macchi"Parasol" (primo aereo originale della ditta varesina) con lo scopo di dirigere il tiro dell' artiglieria."


PS Le bombe sono esplose: 

http://www3.varesenews.it/busto/detonate-alcune-bombe-nel-cantiere-di-pedemontana-259475.html

“Ciclopasseggiando in Valle Olona“

E stata presentata alla Liuc - Università Cattaneo la Guida “ Ciclopasseggiando in Valle Olona “alla scoperta dei tesori dei paesi l...