venerdì 29 novembre 2013

Acque e Ambiente Urbano

Il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, che quest’anno è alla sua IX edizione, è diventato negli anni, attraverso un percorso di crescita ragionato e condiviso, un importante strumento di consultazione per i decisori impegnati sul territorio, frutto di una costante, faticosa, ma fertile attività di confronto, portata avanti sia all’interno del Sistema Nazionale per la protezione Ambientale (ISPRA/ARPA/APPA), che all’esterno con soggetti quali l’ANCI,l’ISTAT, le Regioni egli Istituti Regionali, il Corpo Forestale dello Stato, l’ACI, le Province e i Comuni. Tuttavia non è solo ai decisori che il Rapporto si rivolge.

Esso si propone anche come strumento in grado di soddisfare, oltre alla necessità, il diritto di accesso all’informazione ambientale, che possa esprimere il livello di maturità e di consapevolezza di una società moderna e responsabile, volto alla tutela dell’ambiente e del territorio attraverso processi trasparenti e condivisi e con decisioni basate su evidenze scientifiche e tecniche, supportate da dati ambientali aggiornati e affidabili e che dovrebbe essere posto tra gli obiettivi prioritari ed irrinunciabili dell’agenda di governo.

La disponibilità dei dati ambientali, le loro qualificate e approfondite analisi e valutazioni, sostenute da una altrettanto solida capacità di divulgazione, se fatte con continuità ed efficacia, favoriscono una maggiore capacità di dialogo di tutte le parti in causa, dando un contributo costruttivo alla corretta gestione dei conflitti ambientali, determinando, tra l’altro, un minor ricorso alla giustizia amministrativa per la lororisoluzione.

In particolare nel Capitolo: Analisi degli effetti dell’urbanizzazione sui corsi d’acqua: il caso del bacino Lambro - Seveso – Olona ( A. Azzellino - Dica, Politecnico Di Milano, D. Bellingeri - Arpa Lombardia, S. Canobbio – Disat, Università di Milano Bicocca , N. Dotti, V. Marchesi - Arpa Lombardia , M. Parini - DG Aess Regione Lombardia, A. Piana, E. Zini - Arpa Lombardia)

Si analizza il bacino dei fiumi Lambro - Seveso - Olona (LSO) che costituisce il sistema tributario del fiume Po maggiormente inquinato. Lo stato ecologico del sistema LSO è compromesso dall’intensa urbanizzazione che ha fortemente modificato l’idrologia naturale del territorio intorno alla zona di Milano, la morfologia dei corpi idrici e lo stato di qualità delle acque. Il presente studio ha analizzato lo stato di compromissione dell’ambiente urbano e gli effetti che si generano sull’ecosistema fluviale attraverso la modellazione della qualità delle acque fluviali.



Scopo finale è stata la valutazione della possibilità di riqualificazione del sistema Lambro, Seveso, Olona, indagando sia la ripartizione per tipologia di fonte dei macroinquinanti, che limiti di scarico che devono essere applicati per il raggiungimento dello stato di buona qualità previsto dalla Direttiva 2000/60/CE.

Parole chiave: carico inquinante, stato ecologico, Qual2k, riqualificazione fluviale, buon potenziale ecologico.

Riprendiamo anche l' analisi di Alberto Pala sul consumo di territorio in Valle Olona: "Solo dopo la tragedia si cercano le cause e i colpevoli. Sotto accusa è la cementificazione dell'Italia che negli ultimi 50 anni ha aumentato la sua superficie urbanizzata del 156%. Molte volte si ha la sensazione che questi dati riguardino solamente regioni lontane dal nostro "cortile". Per questo ho dato un piccolo sguardo alla situazione dei suoli della Valle Olona dal 1954 al 2007"



I dati forniti da Legambiente sono stati elaborati anche dal nostro amico Stefano Catone
senza dimenticare la Guida "Olona da Vivere", presentata sempre da Legambiente, dove è
citata anche la nostra associazione iniziativa 21058 a pag.31



mercoledì 27 novembre 2013

In cammino verso l' Ecomuseo della Valle Olona

Tra sogni e piccole opere “l’Olona può essere il motore del rilancio"



Ne sono convinti i membri dell’ Ecomuseo della Valle Olona: “Gli esempi positivi ci sono e anche i soldi per realizzarli”, spiegano gli organizzatori...

Per prima cosa seguendo la strada indicata da Raul del Santo



e poi rafforzando quella rete che si è venuta a creare tra cittadini, associazioni e istituzioni
eccone un altro esempio (sempre grazie a Ivano Ghezzi):

Dagli omini Lego...


...agli uomini veri



Qui troverete invece  alcuni resoconti dell' iniziativa:

"Un problema particolarmente attuale come la carenza di lavoro e le prospettive economiche di un territorio dove alla congiuntura sfavorevole si aggiunge una transizione epocale conseguente alla fine dell'industria che per oltre un secolo ne ha fatto le fortune, non si può certo risolvere con poche ore di un convegno. La ricerca di una soluzione per uscire da un momento buio deve però essere trovata con un consenso più esteso possibile e in questa ottica va accolta a braccia aperte la proposta avanzata dall'Ecomuseo della Valle Olona di chiamare a raccolta i protagonisti del mondo economico per capire tutti insieme quali fossero le reciproche esigenze e le priorità.  A conferma della validità dell'iniziativa, l'ottima risposta da parte dei protagonisti, pronti a non tirarsi indietro e accettare di mettere a confronto le proprie posizioni con quelle altrui, non necessariamente allineate..." continua su http://www.valleolona.com/notiziario/2013/201311/131125_castellanza_ecomuseo.html


"Fare rete e avere ben chiari progetti e obbiettivi condivisi; questo, in sintesi, ciò che è emerso dal convegno “Progetto Ecomuseo: confronto per un rilancio economico della Valle Olona” di sabato 23 novembre. Molti i relatori di pregio che hanno voluto essere presenti a questo momento di confronto, e tra loro anche i Sindaci e i rappresentanti di alcuni Comuni che sorgono sulle sponde del fiume, che hanno sottolineato compatti come, nonostante la scarsezza di risorse che caratterizza questo momento storico, si possa comunque fare qualcosa per la Valle, ma per farlo è necessario essere pratici e avere un’idea precisa di cosa si voglia realizzare...." continua su 


...e se vi siete persi le immagini autunnali della nostra Valle le trovate qui 





domenica 24 novembre 2013

Ol, che significa magnus, validus, ovvero grande

Riprendiamo dal Touring Magazine alcune parti dell' articolo

Uomini e toponimi. Fiume incerto di Stefano Bartezzaghi
 
Perché il Po si chiama così? E il Piave perché oggi è un nome maschile e prima della Grande Guerra era femminile? E il Bormida è maschile o femminile, la Bormida? ....

Il nome antico del Po era Padus, volgarizzato in Pado, e dialettalmente eroso in Pao e finalmente Po. Da dove venga «Padus» è malcerto, ma tutti vi riconoscono la radice di «padano», da cui la trovata della «Padania», che non è del tutto un’invenzione leghista. A proposito di uso politico-propagandistico dei nomi dei fiumi: nel viaggio che la scorsa estate ha compiuto nei luoghi della Grande Guerra Paolo Rumiz ha raccontato che il Piave «si chiamava la Piave, ma nel 1918 Gabriele D’Annunzio decise che non poteva essere femmina. Maschio doveva diventare, se aveva respinto il nemico dopo Caporetto. Così, mentre in Francia i fiumi di guerra come la Marna o la Somme conservarono i loro nomi di ninfe, in Italia mille acque cambiarono sesso per imitare il Piave, in una moda patetica incoraggiata dal fascismo» (la Repubblica, 21 agosto 2013). Infatti noi cantiamo «La Canzone del Piave», ma Dante aveva scritto «In quella parte de la terra prava italica che siede tra Rïalto / e le fontane di Brenta e di Piava» (Paradiso, IX. 25-27); e nei dialetti veneti si dice ancora «la Piaf» o «la Piau». E sempre Dante, ma all’Inferno, parla dei «Padoan lungo la Brenta». Vi piacerebbe di più parlare una di quelle lingue, come l’inglese, in cui non esiste il genere? Sarebbe certo molto più semplice. Il genere di sostantivi e aggettivi non serve a nulla, se non a confonderci le idee tra genere e sesso con parole come «la sentinella» e «il soprano» (per non parlare delle spinose decisioni da prendere su «ministro» o «ministra» ecc.). Però è difficile non avvertire anche il fascino che i generi grammaticali guadagnano proprio con la loro maledizione. La parte della linguistica che studia i nomi dei fiumi si chiama «idronimia» e spesso è alle prese con nomi transgender. Ci sono fiumi maschili e fiumi femminili, fiumi che hanno cambiato genere (come appunto la Piave) e fiumi grammaticalmente ermafroditi: il Bormida o la Bormida? Si può dire in entrambi i modi. In Francia e in francese non ci sono solo «fiumi»: ci sono i fleuves (maschile) e le rivières (femminile). I fleuves sono quelli che sfociano nel mare, le rivières sono i corsi d’acqua di media entità, e affluiscono nei fleuves. La Loire (femminile) è un fleuve (maschile). Il Loir (che si pronuncia come Loire) è maschile, ed è una rivière (femminile). Il Loir confluisce nella Sarthe, che poi forma la Maine che poi si getta nella Loire. Quindi, mentre la Piave femminile si trasforma nel Piave restando il medesimo fiume, il Loir maschile si trasforma nella Loire femminile diventando un fiume diverso. Come diceva Eraclito, non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume. È già tanto poter continuare a chiamarlo con lo stesso nome...


 Foto di Angela Bonaccorso

...e il nome Olona da dove deriva ?
"...Paola sorrise pensando al fiume rancoroso e intombinato che ogni tanto si prendeva una rivincita sulla città, ricordando a tutti, nonostante lo scempio che doveva subire, di essere ancora vivo. Aveva ragione Grandi, non si può intombinare una cosa viva. D’altra parte aveva scoperto che il nome Olona derivava dalla radice celtica Ol, che significa magnus, validus, ovvero grande, come l’uso che può farsi delle sue acque. E come i danni che può fare quando si incazza" (Fabrizio Canciani, Acqua che porta via)



giovedì 21 novembre 2013

l' Olona alle Hawaii

Oggi si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi ma in tanti non si sono ricordati, così la ricordiamo con una piccola curiosità...

Gli hawaiani coltivano appositamente  un pianta pianta , dal nome per noi famoso: OLONA  (Scientific name Touchardia latifolia - Hawaiian Name Olona) una delle più forti fibre naturali al mondo 


E' usata per fabbricare corde e reti molto resistenti, proprio come la rete di cittadini che si è venuta a costituire a salvaguardia della Nostra  Valle Olona.



mercoledì 20 novembre 2013

Ricordi, bassorilievi ...e "targhe"

Riprendiamo da Valleolona.com  - Da qualche giorno, Gorla Maggiore può fregiarsi di una nuova e importante testimonianza legata allapropria storia. In Piazza San Carlo, è stato infatti inaugurato il Bassorilievo ( opera del' artista  Francesco Buda) raffigurante San Carlo Borromeo  


in visita pastorale al paese nella seconda metà del XVI secolo dove, giunto stanchissimo alla periferia all'altezza dell'attuale Chiesa di San Carlo, si è fermato sotto un gelso a riposare e ricomporre se stesso e il suo numeroso seguito prima di entrare nel centro abitato. L'attimo dell'incontro con il Santo che con grande umiltà e semplicità, quasi fosse l'ultimo dei preti di campagna, sotto il gelso amorevolmente fraternizzava con tutti con gesti semplici e cordiali, rimase indelebile nel ricordo dei Gorlesi, tanto che vent'anni dopo la scomparsa del Santo decisero di costruire in suo onore e a ricordo dell'avvenimento una chiesa proprio sul luogo dove avvenne l'incontro e di edificare l'altare nel punto esatto in cui vi era il gelso........




 
Purtroppo a Solbiate, l' attuale Amministrazione de La Voce Solbiatese, guidata da un fantomatico responsabile politico, ha riempito il Paese di "targhe" che non rendono 
nessun Onore ai Ricordi






martedì 19 novembre 2013

"RADICI"


 
Il 21 novembre è la Giornata nazionale degli Alberi,  per la tutela del verde e del territorio.
Le parole d’ordine? La tutela del patrimonio arboreo, la riqua­lificazione del verde urbano, la valorizzazione degli spazi pub­blici. E la messa a dimora di nuovi alberi, un gesto concreto per la biodiversità, contro mutamenti climatici e dissesto idrogeo­logico, previsto anche dalla norma 10/2013 che sancisce “l’obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato”.
 
 Qui il programma in Provincia di Varese organizzato da Legambiente con il titolo "Alle radici dell' Accoglienza".

...e a Solbiate ?

martedì 5 novembre 2013

ACQUA CHE PORTA VIA

ACQUA CHE PORTA VIA 
al CIRCOLONE di LEGNANO 
domenica 10 Novembre alle 21.30
 

Quali segreti si nascondono nelle torbide acque dell’Olona?
Kermesse per un libro con il Caravancanciani
La kermesse è ambientata in un’osteria milanese senza tempo.
Il tema è l’acqua, ispirato dal libro di Fabrizio Canciani
“ACQUA CHE PORTA VIA” (Todaro Editore)
 
ne avevamo parlato qui:


Costruire "ragnatele" in Valle Olona



da VareseNews Un doppio impegno sancisce l'inizio ufficiale di una nuova stagione di appuntamenti per l'Ecomuseo della Valle Olona. Una stagione che si presenta tanto ricca quanto impegnativa, con l'obiettivo fondamentale di stringere quel Patto tra le realtà del territorio, necessario a dare consistenza al progetto. Un primo importante passo è già stato compiuto nelle scorse settimane, quando ha preso ufficialmente forma l'Associazione pronta a farsi carico delle varie incombenze legate alla prosecuzione del progetto. "Abbiamo già in cantiere una serie di appuntamenti su più fronti - spiega Michele Palazzo, Presidente dell'Associazione In Cammino verso l'Ecomuseo della Valle Olona -. Ci stiamo organizzando per gruppi di lavoro orientati ai diversi ambiti che secondo la Legge Regionale un Ecomuseo deve toccare e nel frattempo proseguiamo con l'attività di coinvolgimento rivolta ad Amministrazioni, Associazioni e più in generale chiunque sia interessato al progetto"... costruire una "ragnatela" come quella fotografata dal nostro amico Ivano Ghezzi in Valle Olona

La prima scadenza sarà Venerdì 8 novembre nella Sala Consiliare di Vedano Olona, la seconda sabato a 23 novembre a Castellanza. In un convegno per un rilancio economico della Valle Olona al quale stanno pervenendo già diverse importanti adesioni a livello istituzionale e Associativo, si parlerà delle prospettive di lavoro in Valle Olona e dintorni. mentre il Comitato Tecnico-Scientifico proporrà diverse iniziative in calendario per il prossimo anno, a partire dalla Giornata della Memoria il 27 gennaio (forse a Solbiate, se l' Amministrazione confermerà la disponibilità del Centro Socio Culturale).


"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..." Sandro Pertini

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..."  il Presidente della Repubblica Sandro Pertini Pe...