domenica 22 gennaio 2017

Le giornate per ricordare gli orrori della guerra

Le associazioni iniziativa 21058 e ANPI 
Vi invitano alla Visione del film
IL FIGLIO DI SAUL
Regia di Laszlo Nemes
Giovedì 2 Febbraio ore 21
nell'ambito del CINEFORUM solbiatese
organizzato dall' Associazione Fuori dalle Quinte
e condotto da Matteo Contin


Il figlio di Saul (Saul Fia), opera di esordio del regista ungherese László Nemes è
un film che non può passare inosservato, apparentemente semplice nell’impianto ma studiato nei minimi dettagli, dotato di una forza espressiva rara grazie all’intepretazione magnetica dell'attore protagonista Géza Röhrig, specchio di un dramma interiore che si svolge sullo sfondo dell’orrore dell’Olocausto...

Saul Ausländer (Géza Röhrig) fa parte dei Sonderkommando di Auschwitz, i gruppi di ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio degli altri prigionieri nelle camere a gas. Mentre è intento a ripulire la stanza degli orrori, tra un’esecuzione e l’altra, Saul avverte il suono flebile del respiro di un bambino, miracolosamente sopravvissuto al soffocamento. Ma Auschwitz non è un luogo in cui sono concessi miracoli, né il minimo sprazzo di pietà, e il bambino pochi istanti dopo il suo ritrovamento viene ucciso da un medico del campo, a conferma della definitiva ed inesorabile assenza di ogni possibilità di assistere ad un gesto umano. In Saul nasce così il proposito irrefrenabile di offrire a quel bambino, nel quale riconosce il figlio, una degna sepoltura, simbolo del disperato bisogno di ribellarsi non tanto alla macchina dell’orrore, vissuta ormai con passiva accettazione, ma all’impossibilità di portare ancora rispetto e dare dignità...

Saul, il cui stesso nome rimanda (oltre al personaggio biblico) alla parola inglese anima (soul), sembra essere l’unico uomo rimasto nel campo in grado di attribuire un valore più alto alla parola salvezza, in una realtà nella quale il mero mantenersi in vita non può bastare più a sentirsi vivo, dopo gli orrori visti e commessi. Unica vera via di scampo, da tale bassezza, è poter combattere, anche solo all’interno del proprio microcosmo, per la salvezza, appunto,  di un’anima, in grado di simboleggiare ed in qualche modo riscattare tutte le altre...
(fonte https://www.cinematographe.it)


          

  
Scheda film
Titolo: Il figlio di Saul
Regia: László Nemes
Cast: Géza Röhrig, Levente Molnar, Urs Rechn, Marcin Czarnik, Todd Charmont, Sandor Zsoter, Jerzy Walczak, Christian Harting, Uwe Lauer, Kamil Dobrowlski
Genere: Drammatico
Durata:  107 minuti
Distribuzione: Teodora Film
Uscita: 21 gennaio 2016


l'invito alla manifestazione ufficiale 
del Comune di Solbiate Olona



PROGRAMMA  DELLA MANIFESTAZIONE
Ore 10.00
Ritrovo presso Scuole Medie e distribuzione stelle gialle di David
Ore 10.30
Partenza da Scuole Medie per visita e sosta al Parco della Memoria, deposizione corona

Ore 11.00
Partenza dal Parco della Memoria per raggiungere il Centro Socio Culturale dove inizierà il:
Il racconto della memoria
Intervento dei ragazzi della scuola primaria e secondaria

Ore 12.00
Visita guidata al Museo Tronconi (riservata ai ragazzi della terza media)

Si invitano la cittadinanza e le associazioni solbiatesi
ad intervenire alla manifestazione



di seguito le altre Manifestazioni in Valle Olona, 
Busto Arsizio e Legnano






Comune di BUSTO ARSIZIO




Anche quest'anno il Centro Arte Danza per la commemorazione della Giornata della Memoria.

IL VENTO DELLA MEMORIA, Teatro Sociale di Busto Arsizio,
Domenica 29 gennaio 2017 ore 21.00. Ingresso €10,00.
I biglietti sono in vendita presso il Centro Arte Danza o presso il Teatro Sociale di Busto Arsizio
info@centroartedanza.com

Lo spettacolo sarà replicato per le scuole lunedì mattina alle ore 9.00 e alle ore 11.00.

Il Vento della Memoria è uno spettacolo di danza per ricordare le vittime della Shoah nel 72° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento di Auschwitz (27 gennaio 1945).
La storia è una come tante, tratta da un breve diario scritto da una bambina di Varsavia deportata ad Auschwitz. Ma potrebbe essere una qualunque delle milioni di storie di persone che hanno sofferto e sono morte. Con l'obiettivo di entrare con la mente e con lo spirito (grazie alle immagini, ai video, alle musiche, alle parole e alla danza) nel ricordo di ciò che non deve accadere mai più. In nessuna parte del mondo. Nessun colore della pelle, nessuna distanza politica o ideologica, nessuna religione differente dalla nostra può portare a tutto quello che è stato.



Comune di LEGNANO

In occasione del Giorno della Memoria e del Giorno del Ricordo, l’Amministrazione comunale di Legnano e la sezione cittadina dell’ANPI organizzano una serie di eventi per richiamare i temi che stanno alla base delle due ricorrenze. Gli appuntamenti in calendario si protrarranno per l’intero mese di gennaio e prevedono incontri con testimoni e studiosi delle persecuzioni perpetrate dai nazi-fascisti. Il 14 febbraio si ricorderanno invece gli italiani giuliano-dalmati uccisi o costretti ad abbandonare le loro case dal regime comunista del maresciallo Tito.

24 gennaio ‘17
Sala Ratti Ore 21.00 “Ombre di tormentosa memoria” Spettacolo teatrale di Fabiano Braccini



27 gennaio ‘17
Leone da Perego, ore 20,50  in collaborazione con le associazioni che si occupano di disabili “Storie di bambini disabili, ebrei e nomadi nella Germania del Terzo Reich” con il Prof. Giancarlo Restelli e Renata Pasquetto

Per gli studenti, nei giorni 18, 21 e 28 gennaio ‘17
Cinema Ratti, ore 9.30
Spettacolo “Essere senza destino, ebrei ad Auschwitz”
Lavoro storico-teatrale realizzato dagli Istituti Bernocchi e Dell’Acqua

Giorno del ricordo 2017

14 febbraio ‘17
Leone da Perego, ore 20,50
“ I confini nord-est e l’esodo giuliano dalmata”  con il prof. Marco Cuzzi , docente di Storia contemporanea all’Università di Milano

Paperblog  (PAGINA IN AGGIORNAMENTO)

Tra­smettere la Memoria

 Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, l’occasione per ricordare l’indicibile tragedia dell’Olocausto. I libri scritti sull'argomento (ogni anno ne vengono pubblicati di nuovi) sono numerosi: biografie, romanzi e saggi raccontano sotto ogni aspetto una delle pagine più buie della storia occidentale. Così questo triste anniversario può trasformarsi in un’occasione non solo di memoria e compianto, quanto di riflessione e approfondimento sia sulla tragedia dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti sia sulla complessa, precaria situazione storica, politica e sociale del mondo di oggi. La Redazione de il Libraio ha selezionato alcune delle novità più interessanti del panorama letterario sull'argomento. Una lista di consigli di lettura (non in ordine di importanza) per chiunque volesse approfondire.



– Piotr Cywinski, Non c’è una fine. Tra­smettere la memoria di Auschwitz (Bollati Boringhieri) Cywinski è il direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, un luogo che riceve ogni anno oltre un milione di visitatori che vorrebbero avere un’esperienza diretta di ciò che fu la Shoah. Con questo libro l’autore vuole trasmettere la memoria dell’indicibile e del non-credibile: pagine toccanti che andrebbero lette e meditate prima di un “Viaggio della Memoria“, per capire che lì non si troveranno risposte, ma altre domande: leggi un capitolo



– Tadeusz Pankiewicz, Il farmacista del ghetto di Cracovia (Utet) Il-farmacista-del-ghetto-di-Cracovia Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l’unica farmacia del quartiere, contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz restituisce la sua versione di questa tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la “soluzione finale”: Il farmacista del ghetto di Cracovia si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia.



– Vanna Vinci, Aida al confine (Bao publishing) Quando Aida si trasferisce a Trieste, città dei nonni materni, si ritrova all’improvviso al centro di misteriosi mutamenti nello scorrere del tempo, e ha così modo di riabbracciare i suoi cari, morti ormai da anni. Una storia che parla della prima guerra mondiale, ma anche della seconda, delle deportazioni, dei nazisti e delle leggi razziali. Vanna Vinci dà vita a un graphic novel abitato da figure malinconiche, rivelando emozioni ed esperienze in un racconto sospeso tra la vita e la morte. Il volume sarà in libreria dal 9 febbraio e contiene una postfazione ad opera dell’autrice con documentazione storica sulla città di Trieste e, in particolare, sulla Risiera – unico campo di concentramento in Italia dotato di forno crematorio.



Primo Levi (a cura di Marco Belpoliti), Opere complete (Einaudi), Voll 1 e 2
Oggi Primo Levi è considerato un autore a tutto tondo, di importanza internazionale, e non più “solo” un fondamentale testimone della tragedia dell’Olocausto – quale era ritenuto nel 1997, all’epoca della prima edizione della sua Opera completa. Nella presente pubblicazione (composta di due volumi, cui si aggiungerà un terzo) si tiene conto degli studi intrapresi negli ultimi vent’anni attraverso convegni, mostre, dibattiti, lezioni pubbliche, nonché degli approfondimenti compiuti dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e della recente edizione americana dei Complete Works.



Aharon Appelfeld, Il partigiano Edmond (Guanda) Il partigiano Edmond Ucraina, ultimo anno di guerra. Edmond ha 17 anni quando riesce a sfuggire alla deportazione, ed entrare in una banda di partigiani ebrei. Gli addestramenti quotidiani e la vita comunitaria lo hanno irrobustito facendo del liceale di buona famiglia un uomo pronto a fronteggiare la morte e (cosa ancor più difficile) le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva nell’ultimo periodo trascorso insieme che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita degna di essere vissuta. Questo gruppo di uomini, donne e bambini, che lotta contro il freddo e l’estrema miseria non vuole solo sopravvivere, ma anche, e soprattutto, salvare il proprio popolo e raggiungere “la vetta”, il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione.


Viktor E. Frankl, L’uomo alla ricerca di senso. Uno psicologo nei Lager e altri scritti inediti, Franco Angeli A 50 anni dalla prima edizione italiana, un’edizione nuova e corredata da un testo (finora inedito in Italia) in cui Frankl spiega in termini molto divulgativi la sua teoria. Un libro che non è solo una raccolta memorie della Shoah, anche se una testimonianza di particolare rilievo perché la condizione estrema dell’internato – sperimentata di persona da Frankl prima ad Auschwitz e poi a Dachau dal 42 al 45 – è descritta e interpretata con lo sguardo quasi distaccato dello psicologo; ma anche e soprattutto un libro di psicologia. Quella di Frankl  è infatti una ricerca ante litteram delle radici della resilienza umana. Una riflessione sulla condizione umana che vale per tutte le situazioni-limite (sofferenze, malattie, lutti…) che sfidano la capacità dell’uomo di resistere e di sopravvivere.


Emmanuelle Pirotte, Oggi siamo vivi (Nord) Dicembre 1944. Una bambina ebrea e un soldato tedesco divisi da una pistola, tutto intorno la neve. Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici, e in cui la salvezza sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Ma anche nell’ora più buia, basta un’unica, coraggiosa scelta per varcare il confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, l’aguzzino dall’eroe. Un romanzo che ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino.


Maurizio Molinari e Amedeo Guerrazzi Osti, Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata (Rizzoli) Moretto nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la sua vita cambia dopo il 1938 ma lui trova il modo per ribellarsi: fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti…


Orbach Danny, Uccidere Hitler. La storia dei complotti tedeschi contro il Führer, (Bollati Boringhieri) Questo libro è un nuovo studio della cospirazione clandestina antinazista in Germania e dei numerosi tentativi che questa rete di resistenza organizzò nel tempo per assassinare Adolf Hitler. È una storia che toglie il fiato, mentre l’autore racconta segrete riunioni notturne, profonde crisi di coscienza e duri scontri tra vecchi amici su come e quando abbattere il nazismo. Lo sguardo innovativo di Danny Orbach analizza con l’occhio dell’uomo di intelligence, oltre che con quello dello storico, la rete clandestina e le sue dinamiche operative.



Alon Confino, Un mondo senza ebrei (Mondadori) Se alla base dello sterminio degli ebrei vi era l’ideologia razziale, come spiegare un episodio come quello della “notte dei cristalli“, in cui un’esplosione di follia il 9 novembre 1938 fece bruciare la Bibbia ovunque in Germania? Partendo da questo particolare, nel suo saggio l’autore ripercorre la cultura degli anni precedenti la guerra per capire come i tedeschi arrivarono a costruire l’idea di una Germania senza ebrei: Confino ricostruisce le storie che i Nazisti si raccontavano, sulle loro origini e sul loro futuro, e come questo immaginario portò alla conclusione che gli ebrei dovevano essere sterminati perché la civiltà nazista potesse finalmente trionfare.



Saul Friedländer, Gli anni dello sterminio (Garzanti) In questa poderosa sintesi il premio Pulitzer 2008 Saul Friedländer studia la macchina nazista ai suoi diversi livelli e nei diversi paesi, al fine di capire la scala, la complessità e l’interdipendenza dei vari fattori che resero possibile lo sterminio. Il materiale esaminato è enorme: non solo documenti ufficiali, ma anche diari, lettere e memorialistica. Il libro restituisce una terribile pagina di storia in tutte le sue sfaccettature, erigendo un autentico monumento alle sue vittime.– Steven Beller, L’antisemitismo (Il Mulino)l'antisemitismoSe l’odio per gli ebrei e il giudaismo segna la civiltà occidentale fin dai tempi dell’Impero romano, l’ideologia e la politica antisemita sono un fenomeno che si sviluppa nel corso dell’Ottocento, in particolare nell’Europa centrale. È questo antisemitismo moderno che sfocia, tragicamente, nella Shoah. Questo saggio, oltre a ripercorrere le cause dell’intolleranza diffusa, arriva a dimostrare come oggi il rischio di un ritorno dell’antisemitismo stia nella ripresa dei nazionalismi esclusivisti, che non accettano e dunque negano le differenze.



Baba Schwartz, I 3000 di Auschwitz (Newton Compton) Nel marzo 1944 la Germania invase l’Ungheria e quasi 300.000 ebrei vennero deportati nei campi di concentramento. Baba Schwartz era tra loro. In questo libro, intenso come un memoir e appassionante come un romanzo, Baba Schwartz descrive l’innocenza e la spensieratezza dell’infanzia e della prima giovinezza e l’orrore indicibile dei suoi sedici anni quando, nel maggio del 1944, i nazisti arrivarono per portarlo via. Ricco di amore nonostante l’odio e di speranza in mezzo a tanta disperazione, I 3000 di Auschwitz è un libro straziante e al tempo stesso carico di fiducia.



Scheyer, Un sopravvissuto (Guanda) Non solo documento e testimonianza, non solo un caso editoriale: Un sopravvissuto è un testo di grande livello letterario, firmato da un intellettuale ebreo austriaco costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938, dopo l’Anschluss. Giornalista e scrittore, Moriz Scheyer ha ricostruito in presa diretta un’esperienza unica, che ha del miracoloso, riversando in queste pagine la sua parabola individuale, i suoi incontri, le sue paure e le sue speranze, quando ancora non aveva alcuna certezza di quale sarebbe stato il suo destino.



Hans Mommsen, La soluzione finale: Come si è giunti allo sterminio degli ebrei (Il Mulino) Un saggio che ricostruisce come l’antisemitismo tedesco divenne la cifra caratteristica dei movimenti di destra e del partito hitleriano durante gli anni della Repubblica di Weimar, e con il nazismo al potere si tradusse in persecuzione sempre più violenta. Ma fu la guerra all’est a far precipitare la situazione: da un lato la conquista di territori con una cospicua popolazione ebraica, dall’altro il fallimento dell’attacco all’Urss che mandò in fumo il progetto di deportare gli ebrei in Siberia. Arbitrio, efficienza, ottundimento morale: lo sterminio si nutrì di se stesso, finché, con le deportazioni a partire dall’estate 1942, si dichiarò per quello che era, il programma di un genocidio.



Marco Belpoliti, La prova: Un viaggio nell’Est Europa sulle tracce di Primo Levi (Guanda) Tra l’ottobre del 2004 e l’estate del 2005, Marco Belpoliti e il regista Davide Ferrario si sono messi sulle tracce di Primo Levi per trarne un film. Dalla Polonia all’Ucraina, dalla Bielorussia alla Moldavia, dalla Germania all’Austria, hanno visitato i luoghi in cui era passato Levi, documentando quello che vedevano e ascoltando le storie che quei posti e le persone che li abitavano avevano da dire loro. Da questa esperienza è nato La prova: un taccuino di viaggio fatto di parole, fotografie e disegni Tregua per capire l’Europa che sarebbe venuta. Pubblicato con una nuova postfazione a distanza di dieci anni dalla prima uscita, il libro si muove agile tra storia e memoria, tra passato e presente e costituisce anche un modo per entrare nell’opera di Primo Levi attraverso un corpo a corpo con le sue parole, le sue idee, i suoi pensieri.



Andrea Molesini, All’ombra del lungo camino (BUR Rizzoli Ragazzi) Un libro sul potere dell’amicizia e dell’immaginazione: sul suo straordinario potere di rendere liberi, sempre. Molesini, vincitore del premio Supercampiello del 2011 e Premio Andersen alla carriera, racconta in questo libro l’amicizia tra Merlino e Schulim e il loro rocambolesco piano di fuga dall’orrore di un lager. “Hai ragione, Schulim” disse Merlino. “Quello che davvero vogliono è farci simili a bestie così, quando ci uccideranno, uccideranno delle bestie, non degli uomini. Ma finché avremo memoria, noi resteremo uomini e, a dispetto delle botte, della fame e delle umiliazioni, li costringeremo a uccidere degli uomini: così, fino alla fine dei tempi, gli assassini verranno chiamati assassini”.



Edith Bruck, La rondine sul termosifone (La nave di Teseo) Protagonista del libro è il poeta Nelo Risi, terzo marito della scrittrice, scomparso nel settembre 2015. Edith Bruck le è stata accanto sino alla fine, trascorrendo accanto a lui gli anni della progressiva demenza, che lo ha allontanato dal mondo, dai suoi ricordi, dagli affetti, dal lavoro. Ne emerge il ritratto di una donna straordinaria che, testimone dell’orrore della Shoah e memore del dolore subito, ha deciso di rimanere al fianco dell’uomo amato. Così il ritratto di un amore diventa l’occasione per fare un bilancio della propria vita e del proprio rapporto con gli uomini, dando vita a un libro intimo, in cui la grande storia e le tragedie dell’autrice si affacciano, ma schermate dall’oblò di storie più personali.



Nicoletta Sipos, La promessa del tramonto (Garzanti) Tibor è un giovane medico ebreo che ha passato la vita a scappare: dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro prima, dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista, poi. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei: Sara, la donna per cui ha rischiato tutto. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla.



Gian Piero Bona, L’amico ebreo (Ponte alle Grazie) Un romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la vicenda di Sergej, ebreo quindicenne di origine russa, che la famiglia Bona accoglie in casa propria nel 1942, a Carignano, paese in provincia di Torino. Sergej viene fatto figurare come un lontano parente, stratagemma che lo pone al riparo dalle insistenti attenzioni del comandante locale delle SS, Richtel, personaggio grottesco e imprevedibile che dopo l’8 settembre ha deciso di installarsi proprio nella villa dei Bona. Tra Sergej e Gian Piero si instaura un profondo senso di comunanza, rinsaldato dalla passione per la musica e la poesia, dall’implacabile crudeltà degli occupanti tedeschi, e soprattutto dagli orrori – già in parte noti – della Shoah. Ma forze misteriose minacciano il destino del giovane latitante e della coraggiosa famiglia che lo ospita.



Tania Crasnianski, I figli dei nazisti, Bompiani Un saggio che racconta in otto storie esemplari la vita dei figli dei fedelissimi di Hitler, nati tra il 1927 e il 1944 e vissuti in un’infanzia dorata. Molti hanno scoperto la verità sui propri genitori solo dopo la fine della guerra, e le reazioni sono state le più diverse: c’è chi, come la figlia di Himmler, ha dedicato la propria vita alla riabilitazione della figura paterna o chi, come il figlio di Höss, è diventato un fiero negazionista; ma anche chi, come Rolf Mengele, ha deciso di cambiare il proprio cognome per non tramandare ai figli la vergogna, o chi ha scelto la via della fede, diventando missionario o convertendosi all’ebraismo.

Missione Giöbia

Una tradizione di gennaio che dura da molti secoli mette in moto tutto l'Alto Milanese, l'ultimo giovedì: è la festa della Giöbia. 

 (Solbiate Olona, 2011)
 
la Giöbia a Busto Arsizio

Quest'anno grazie a quattro amici la Giöbia di Busto Arsizio 
sarà 2.0 Un grazie sentito a Marilena, Andrea, Chiara e Tiziano




comunque ci sarà anche quella tradizionale




la Giöbia in Valle Olona







Giovedì 26 gennaio 2017 Festa della Gioebia

I visitatori potranno ascoltare i racconti di cinque secoli di storia agreste del monastero.
Dalle ore 18.00 sarà possibile effettuare speciali visite serali al bene – aperto eccezionalmente per l’occasione durante la pausa invernale – e alle ore 20 sarà servita la cena nel ristorante interno al monastero “La Cucina del Sole”, con il tipico menu della Festa della Giöbia.



...ma soprattutto, la Giöbia di Solbiate 
sarà ancora quella più bella di tutta la Valle Olona?


lo scoprirete giovedì 26 gennaio ore 20.45
Area feste di Via San Vito,  Solbiate Olona

 


e per i ritardatari...



il gran falò dei Calimali che riscalderà la Valle olona e i Vostri cuori. Vi aspettiamo a Calipolis, domenica 29 nel pomeriggio per trascorrere qualche ora insieme, gustare il meraviglioso fantoccio della gioeubia realizzato quest'anno dai volontari del gruppo "la fenice" di Solbiate Olona. L'accensione alle ore 18,00 con il tradizionale "uccello di fuoco" che, librandosi dalla torre di osservazione, accenderà la grande pira realizzata anche quest'anno con l'aiuto di alcuni profughi. Sarà funzionante il banco gastronomico con patatine, salamelle, frittelle e vin brulè.



Alcune notizie storiche

Questa celebrazione, che scende da ricordi ancestrali, si colloca nel momento in cui la campagna, giunta al colmo dell'inverno, nei suoi giorni più rigidi, offre al contadino l'opportunità, nel riposo delle colture e nel forzato ozio, di dare sfogo alla fantasia, che è sempre fantasia rievocativa e propiziatrice.

Chiusi al tepore di un ricovero, nella monotonia dell'inverno, e nell'attesa di un ritorno al sole e alla vita, nascono sempre, assieme alle speranze, anche oscuri timori: di streghe, di spiriti vaganti, di un malefico influsso di astri e costellazioni per il nuovo anno (e si guarda sospettosi al cielo ammantato di grigio), di un immaginario artefice di possibili sciagure, che deve essere distrutto in tempo, così da ridare al contadino la tranquillità per il nuovo raccolto.

Nasce da qui l'esigenza, pressochè inconscia, di festosi riti propiziatori che mescolano antichi sentori e credenze pagane con nuovi insegnamenti Cristiani, fra cui deve esser menzionata l'eterna lotta fra il bene, propiziato dalla preghiera, ed il male rappresentato dal Demonio o dalle streghe. Quando divenne illecito o disdicevole bruciare nel rogo le presunte streghe (tristi ricordi delle buie pagine della inquisizione) , le si sostituì con dei fantocci che, in qualche emodo, ricordassero quel rito collettivo crudele ma propiziatorio, quello sfogo, quella liberazione simbolica delle ansie.
Poichè, però, il fantoccio - da solo - non appare sufficiente a liberare il mondo dalle ansie, dai mali, dalle paure, occorre accompagnarlo con riti adatti. Non si prega tanto, alla Giöbia. Invece si festeggia, si respira l'incantevole profumo del risotto con la salsiccia.

Il fuoco, che riscalda e purifica, ricorda le quotidiane esigenze per l'inverno, che è freddo e portatore di malanni.

Il risotto, ricorda invece l'opulenza estiva, ove il cibo abbonda (o, forse, meglio dire, è meno scarso!), e le messi estive forniscono la speranza per un futuro ancora ... non diremo sereno, ma quantomeno non terribile.

Ecco, dunque, che al fuoco sacro, che brucia la "strega", si associa anche il simposio, la cena con riso e salsicce (quantomai pregiate, nei tempi andati), e ci si prepara fiduciosi ad una nuova stagione agricola: già a febbraio si posson mettere in moto i meccanismi agrari, ed il calore del falò collettivo propizierà la imminente fine dell'inverno più duro! (http://www.bustocco.com)

e per Davide Van De Fross

"In provincia di Varese, l'usanza della Giubiana è nota anche come "Puscena di donn" - ossia il dopocena delle donne - perchè le donne usavano ritrovarsi senza mariti e trascorrere assieme la serata cenando con polenta e "bruscitt" (straccetti di manzo). In quell'occasione, gli uomini dovevano regalare a mogli e fidanzate il tradizionale "cör bunbun", un dolce tipico a forma di cuore, pena un'estate invasa dai moscerini". http://www.itinerarifolk.com

 (PAGINA IN AGGIORNAMENTO)

giovedì 12 gennaio 2017

...e ritorna anche il Cineforum!


L'Associazione Fuori dalle Quinte, con il patrocinio del Comune di Solbiate Olona, organizza la stagione dedicata al Cineforum.

L'iniziativa, curata da Matteo Contin, si svolgerà presso
il Centro Socio Culturale Via dei Patrioti a Solbiate Olona, 
nelle date sotto riportate:

Giovedì 2 febbraio 2017 - ore 21: "Il Figlio di Saul"

Giovedì 9 febbraio 2017 - ore 21: "Tutto può accadere a Broadway"

Sabato 11 febbraio 2017 -  ore 15: film per ragazzi e famiglie

Giovedì 23 febbraio 2017 - ore 21: "Ma loute"

Giovedì 9 marzo 2017 - ore 21: "Veloce come il vento"

Giovedì 23 marzo 2017 - ore 21: "Lo chiamavano Jeeg Robot"

Giovedì 6 aprile 2017 - ore 21: "The Witch"

Ingresso gratuito.

lunedì 9 gennaio 2017

Ritorna SolbiaTeatro!

Grazie a Fuori dalle Quinte torna SolbiaTeatro



A partire da Sabato 21 Gennaio torna la tanto apprezzata Rassegna Teatrale di Solbiate Olona! con Un Medico su misura: Scambi d'identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli elementi base per questa divertente commedia...



...nell'abitazione di un medico, il dottor Martini, sposato con Yvonne. La sera prima Martini si era recato al ballo dell’Opera per incontrare la bella Susanna Alberti, da lui corteggiata. Tornato a casa ed avendo dimenticato le chiavi , per non far insospettire la moglie, trascorre la notte all'aperto. La moglie si accorge, di prima mattina, che il marito non è in camera e lo sospetta di infedeltà. Martini cerca di discolparsi con la moglie raccontando di aver trascorso la notte al capezzale del suo amico Bassetti gravemente ammalato. Subito dopo giunge a casa Martini l’amico Bassetti, il quale sta cercando di dare in affitto degli appartamenti di sua proprietà. Giunge la madre di Yvonne, la combattiva Signora Clotilde, che si rende conto dell'esistenza di problemi nel matrimonio della figlia. Martini, per poter continuare ad incontrare Susanna, finisce per prendere in affitto un appartamento di
Bassetti che in precedenza era stato occupato da una sarta. La porta dell'appartamento non chiude bene permettendo così l'ingresso di visitatori inaspettati e non graditi. Quando il dottor
Martini si trova in intimità con Susanna , giungono alla spicciolata una serie di personaggi :
Alberti, il marito di Susanna ; Rosa, amante del signor Alberti; Bassetti ; la Signora Clotilde e infine Yvonne sua moglie. Martini finge allora di essere un sarto per signora e , per coprire la sua tresca, racconta ad ognuno una serie di simpatiche ed esilaranti bugie con conseguente inizio di una serie di episodi paradossali che sono portati avanti fino alle estreme conseguenze.

L'ultimo atto si svolge ancora nell'abitazione del dottor Martini dove giungono gli stessi personaggi del secondo atto, fatti introdurre dal maggiordomo Ambrogio. Anche qui non mancano gli equivoci , ma dopo lunghe discussioni il dottor Martini riesce finalmente a risolvere la situazione ingarbugliata: si ricompongono le coppie legali, ciascun marito accetta per buone le spiegazioni fornite dalle mogli e si ristabiliscono in tal modo le serenità coniugali.

L'attualità di questa datata commedia , scritta nel 1896, sta nel fatto che il pubblico di oggi, vedendo questo genere di teatro leggero e farsesco, non lo considera come figlio di un'epoca passata e superata, ma coglie in esso una relazione con il presente e con la società attuale.


https://www.facebook.com/Fuori.dalle.quinte

mercoledì 4 gennaio 2017

Meningite e vaccini: dopo i casi degli ultimi giorni, tutto quello che bisogna sapere

In questi giorni sempre più attuali le parole di Umberto Veronesi:



"Caro Amico, in tanti anni di corsia non sono mai riuscito ad abituarmi al dolore connesso alla perdita di un bambino. Eppure è accaduto anche in questi ultimissimi giorni, durante la redazione di questo Quaderno, su un tema che sembra così lontano da noi ed è invece drammaticamente vicino: due bambini non sono più tra noi perché colpiti da una forma di meningite fulminante. Hanno lasciato un vuoto terribile. Si poteva evitarlo? Prevenirlo? La scienza dice di sì. Per questo oggi è così importante parlare di meningite, soprattutto nelle sue forme più gravi e acute, in modo serio e costruttivo: per evitare che altri bambini nel 2014, quando ormai vi è un iter di prevenzione primaria approvato dalla comunità scientifica, possano perdere la vita in pochi giorni, senza che i medici siano in grado di salvarli. Le cure per la me - ningite da meningococco, dal decorso rapidissimo e purtroppo anche letale, sono un tema aperto e scottante della ricerca: molti miei colleghi, in molte parti del mondo, stanno lavorando per neutralizzare il Neisseria meningitidis, batterio aggressivo e potente responsabile dell’infezione più pericolosa. La prevenzione, invece, è già riuscita a compiere passi da gigante: gra - zie alle vaccinazioni queste continue, incredibili morti di giovanissimi sarebbero state evitate. Il Quaderno che ti appresti a leggere affronta in parallelo un argomento delicato, che purtroppo non piace a tutti, quello delle vaccinazioni. Eppure i vaccini salvano migliaia di vite ogni giorno, hanno contribuito a cancellare malattie mortali in Italia e in molti paesi nel mondo, da anni sono parte attiva di terapie innovative rivolte an - che contro i tumori. Perché vi è ancora diffidenza e persino resistenza? Trovo tutto questo incomprensibile, particolarmente oggi, quando due famiglie stanno piangendo i loro giovani cari. Anche per la meningite, e più in generale per i vaccini, è giunto il mo - mento di fidarsi della scienza: solo così potremo evitare la morte di bambini che hanno avuto la sfortuna di incontrare, nel loro percorso di vita, una malattia mortale, che invece oggi si può davvero prevenire".


"Caro Amico, forse sei troppo giovane per ricordare quando migliaia di bambini ogni anno venivano colpiti dalla polioparalisi e centinaia ne morivano. Sono passati molti anni, è vero, ma il merito è uno solo: l’introduzione di due vaccini, il primo chiamato Salk e il secondo Sabin, che hanno consentito di eradicare questa malattia così grave dal nostro Paese. Non sappiamo più cosa sia la poliomielite in Italia perché, per fortuna, alcuni scienziati illuminati hanno scoperto, e poi migliorato, il vaccino capace di debellare i tre tipi di virus intestinali che, prima di questa stra - ordinaria forma di prevenzione di massa, hanno provocato tantissimi decessi o causato danni irreversibili ai sopravvissuti. Le tante paure connesse alla somministrazione dei vaccini ai bambini dipendono dall’età dei loro genitori: chi non ha mai avuto paura delle malattie, anche gravi, per le quali ci si vaccina, oggi teme solo i possibili, molto rari e nella maggior parte dei casi leggerissimi, effetti collaterali. Non ci si preoccupa del morbillo, una malattia infettiva che può persino provocare la morte, ma delle storie che si narrano sulla possibile, e oggi ormai completamente smentita, connessione tra la vaccinazione e la comparsa dell’autismo. Sono un medico, non posso accettare tutto questo. Da più di 10 anni la Fondazione si occupa di fare informazione sui temi scientifici per aiutare le persone a credere nelle verità della scienza, piuttosto che alle dicerie dei non esperti. Eppure siamo soliti agire con fiducia nel nostro quotidiano, perché non fare altrettanto quando si tratta della nostra salute? Il mondo scientifico si è schierato dalla parte dei vaccini: è il momento di credere a chi, da moltissimi anni e per moltissimi anni li ha studiati e messi alla prova con la massima attenzione. È un invito personale che faccio con il cuore, in particolar modo ai genitori dei bambini in età da vaccini: non abbiate timore, le malattie prevenute tramite vaccinazioni possono mettere a rischio la vita dei vostri bambini. Non dimenticatelo mai, è importante. E adesso, buona lettura!"

Umberto Veronesi 

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Per non dimenticare Bebe Vio: "Io adesso dico sempre che è tutto ok, che va tutto bene e che mi godo la vita lo stesso, ma mi ricordo quanto hanno sofferto i miei genitori quando ero in ospedale in gravi condizioni, so cosa si prova e cosa hanno provato. Per questo consiglio sempre di informarsi, seriamente, e di vaccinarsi - ha dichiarato Bebe - La notizia dei tre casi di meningite che ci sono recentemente stati in Toscana fa paura, perché ogni volta che accade qualcosa di simile penso che magari non ho fatto abbastanza, che potevo lavorare di più per fare "propaganda" e diffondere una cultura dei vaccini». «Di solito - conclude - si ha paura delle cose che non si conoscono, si ha paura quando si è ignoranti nel senso vero del termine. Quindi il primo passo è sempre informarsi e chiedere in giro".




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