sabato 8 aprile 2017

Nei momenti difficili della vita e gli avversari si stimano e si rispettano

Nemici e antagonisti ma galantuomini. Il parroco don Camillo e il sindaco comunista Peppone, personaggi indimenticabili creati dal grande scrittore e giornalista Giovannino Guareschi, ci restituiscono il sapore dell'Italia genuina e popolare del dopoguerra, dove il conflitto sa trovare un'intesa nei momenti difficili della vita e gli avversari si stimano e si rispettano. Così iniziativa 21058 domanica 9 aprile sarà in gita Brescello nel "Mondo Piccolo" in riva al Po e rivivere, con partecipazione e diverimento, avventure, contrattempi, difficoltà e gioie della vita, le storie che hanno emozionato e ispirato intere generazioni.




“Questa favola vera vuol essere un po’ la storia degli ultimi vent’anni di vita politica italiana. La storia del Paese riflessa nella cronaca del paesello. Gli avvenimenti più clamorosi del mondo grande che trovano puntuale rispondenza nelle vicende paesane del Mondo Piccolo di don Camillo.  È la versione, in tono minore e sorridente, di fatti importanti che, ridotti qui all’essenza e rivissuti da uomini che ancora odono la voce della coscienza, si spogliano della loro drammaticità e rinverdiscono la speranza in un mondo migliore.” 
Giovannino Guareschi, 1968
Don Camillo nasce per un’intuizione folgorante dopo la tragica esperienza di Giovannino Guareschi nel Lager, nel clima politicamente infuocato dell’Italia post-bellica. Con questo volume, che raccoglie i primi quattro libri della serie “Mondo Piccolo” nell’ordine voluto in vita dall’autore, inizia la pubblicazione delle opere di Guareschi in una nuova edizione ragionata, per riscoprire e rileggere quella che si è rivelata, con i suoi tre protagonisti – don Camillo, Peppone e il crocifisso che parla –, una delle più importanti epopee narrative del Novecento. Guareschi non poteva prevederne il successo quando, alla vigilia di Natale del 1946, esce sulle pagine del “Candido” il primo racconto di don Camillo. Il piano dell’opera e tutta l’architettura degli oltre trecentosessanta racconti che Giovannino scrive settimanalmente, per vent’anni, seguono gli avvenimenti della storia d’Italia, dal dopoguerra al boom economico, passando per il Concilio Vaticano II e la rivoluzione studentesca del 1968, l’anno della morte dell’autore. Le raccolte volute da Giovannino rimettono in ordine i racconti. Ognuna è lo specchio di un’epoca. 
 
Nel marzo del 1948, alla vigilia delle prime elezioni libere, esce Don Camillo, il libro più politico, capace di influenzare profondamente l’elettorato italiano. Cinque anni dopo viene pubblicato Don Camillo e il suo gregge, tra ricostruzione e guerra civile, con l’esilio di don Camillo e la grande piena del Po del 1951. Dopo un decennio, in pieno clima di guerra fredda, esce Il compagno don Camillo (1963). Nel 1969, postumo, esce Don Camillo e i giovani d’oggi (in seguito la raccolta apparirà col titolo voluto dall’autore, Don Camillo e don Chichì), che racconta la svolta del Concilio Vaticano II e le delusioni seguite al boom economico, fino alla comparsa dei giovani capelloni.

Ma l’epopea di “Mondo Piccolo” è un’opera aperta, che non ha inizio – un’infanzia dei protagonisti – e non ha fine, perché don Camillo e Peppone potrebbero vivere altre mille avventure. Non siamo dunque nel tempo del romanzo ma in quello dell’epopea, con la saga del prete di campagna posta in un’aura atemporale ciclica e mitica. È il racconto seriale della grande tradizione letteraria italiana, che va da Boccaccio ai fioretti di san Francesco passando dalle avventure di Pievano Arlotto, fatto reagire nel Novecento. Così i racconti, fortemente radicati alla cronaca, sono rilanciati in una dimensione senza tempo. Perché le storie di don Camillo sono «favole vere», come dirà Guareschi, che conciliano con il mondo e con la speranza umana e cristiana, recuperando un’idea di narrativa classica, consolatoria, che parla al cuore degli uomini di tutto il mondo. http://www.rizzoli.eu/libri/don-camillo-e-peppone/


La scena più bella e commovente del film "Don Camillo e l'onorevole Peppone". Peppone si vede costretto a scegliere se iniziare una carriera da deputato a Roma o restare nel suo paesino in veste di sindaco, e solo all'ultimo saprà prendere la sua decisione dopo le struggenti parole del suo amico Don Camillo.

 

Anche la Bassa è una terra dura, amara, ‘fa freddo, e la nebbia copre ogni cosa’. Fiera della sua cultura alimentare, basata sui prodotti della terra e dell’allevamento, il burro e il formaggio, e sui derivati dalla macellazione del maiale, il prosciutto di Langhirano, il salame Felino, il culatello di Zibello e la spalla di San Secondo Parmense, sulle paste alimentari, gli anolini e i tortelli con le erbette e i cannelloni ripieni di ricotta, annaffiati durante il pasto da Lambrusco o dal Fontanella ma anche con il Trebiano. Giorgio Cretì, A tavola con Don Camillo e Peppone, idealibri, Rimini, 2000, pp.128.

 

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..." Sandro Pertini

"dimostrate di essere ispirati da quegli ideali di libertà..."  il Presidente della Repubblica Sandro Pertini Pe...